OCHA: le forze di occupazione demoliscono 33 strutture palestinesi nelle ultime due settimane

Ramallah – WAFA. Durante le ultime due settimane, 33 strutture palestinesi sono state demolite o confiscate dalle autorità d’occupazione israeliane (IOA) per la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele. Sono stati, così, sfollati 98 palestinesi, oltre la metà dei quali minorenni, colpendo in altro modo circa 100 persone, secondo quanto affermato dall’agenzia OCHA dell’ONU nel suo rapporto quindicinale sulla protezione dei civili.

L’OCHA ha affermato che la maggior parte delle demolizioni e degli sfollamenti sono stati registrati nell’Area C, ed il maggior numero di sfratti (45 persone) è stato registrato in due incidenti nella comunità beduina di Wadi As Siq, vicino a Ramallah. Inoltre, 12 persone sono state sfollate a seguito della demolizione di cinque strutture nella comunità di pastori di Jinba, vicino a Hebron, situata in un’area designata come “zona di tiro” per l’addestramento militare israeliano.

A Ras at Tin, un’altra comunità di pastori situata in una “zona di tiro” a Ramallah, sono state sequestrate parti di una scuola finanziata da donatori internazionali, che era in costruzione, insieme ad attrezzature e materiali edili.

Inoltre, quattro demolizioni a Gerusalemme Est hanno provocato lo sfollamento di 39 persone. In tre di questi casi, le demolizioni sono state eseguite dagli stessi proprietari, per evitare costi aggiuntivi e multe.

Nel frattempo, le forze d’occupazione israeliane hanno condotto 152 operazioni di perquisizione ed arresto nella Cisgiordania occupata, sequestrando 117 palestinesi. Nella notte del 7 settembre si è svolta un’operazione su vasta scala in tutto il governatorato di Hebron, con l’arresto di almeno 30 palestinesi.

Un’altra vasta operazione è stata eseguita il 26 agosto in più quartieri di Gerusalemme Est contemporaneamente: dieci persone sono state arrestate – secondo quanto riferito – per aver lavorato per l’Autorità Palestinese a Gerusalemme Est, in violazione della legge israeliana. Sono continuate le regolari attività di polizia e le relative tensioni nel quartiere al ‘Isawiya nella Gerusalemme Est.

Durante lo stesso periodo, l’OCHA ha affermato che due palestinesi sono stati feriti e alcune strutture di proprietà palestinese sono state vandalizzate in incidenti legati a coloni. Palestinesi di Kafr Malik, vicino a Ramallah, si sono scontrati con coloni israeliani, quando questi hanno cercato di creare un nuovo avamposto sul terreno del villaggio. Le forze israeliane che sono intervenute (a sostegno dei coloni, ndr) e hanno usato munizioni letali, ferendo un palestinese.

In un altro caso, una donna palestinese è stata colpita e ferita da pietre (lanciate da coloni, ndr) mentre viaggiava sulla Strada 60, nel governatorato di Nablus, mentre altre tre auto hanno subito danni.

Un pastore di At Tuwani, a sud di Hebron, ha riferito che un colono ha investito ed ucciso diverse delle sue pecore.

In tre casi separati, i coloni hanno vandalizzato quattro veicoli ad Asira al Qibliya e Huwwara, entrambi nel governatorato di Nablus, dove hanno disegnato dei graffiti sui muri delle case e sulla strada 60 nel governatorato di Hebron.

Inoltre, una scala che porta ad un asilo nella zona H2 di Hebron è stata danneggiata dai coloni.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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