Rapporto della Coalizione contro il razzismo in Palestina-Israele

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. La Coalizione contro il razzismo ha pubblicato il rapporto annuale sulla Palestina, prendendo in esame i fatti che, nel 2011, hanno colpito le minoranze nel paese, tra le quali anche i palestinesi in Israele (Territori palestinesi occupati nel ’48, ndr).

Nel 2011 Israele ha varato 35 leggi razziste per l’avallo della pratica delle forme di razzismo, e l’anno scorso è stato segnato da un trend in crescita nelle attività del parlamento israeliano, la Knesset.
Queste leggi, ma anche disegni in attesa di approvazione, sono diretti a reprimere le espressioni e le attività dei palestinesi in ogni sfera della vita: dagli affari civili all’accesso all’impiego. Medesima tendenza si riscontra nell’approccio istituzionale israeliano verso altri gruppi di immigrati.

Sono stati rilevati nel 2011, 13 episodi di istigazione razzista a sfondo religioso, con dichiarazioni alle quali sono seguiti atti con roghi e profanazioni di moschee, chiese e cimiteri.

Si è esteso il fenomeno del “prige tag”, la ritorsione nella forma di singoli atti, ma anche di azioni preordinate condotte da gruppi di individui.

Nel 2011, sono stati monitorati 155 episodi di razzismo istituzionale contro imprese pubbliche e private. In questo contesto si individua la violazione del diritto alla vita, mentre si contravviene al diritto alla casa con il fenomeno delle demolizioni di case di palestinesi, il loro allontanamento, il divieto d’accesso a locali notturni, o quello a prendere in affitto una casa, rivolti a determinate categorie.

La Coalizione ha raccolto in maniera diretta 61 denunce di questa natura, e solo 22 delle centinaia di casi di demolizioni. Nel 2011, il villaggio di al-‘Araqib è stato abbattuto da Israele decine di volte.

La Coalizione contro il razzismo ha annunciato il lancio di una campgana dal titolo “Il Razzimo contro tutti, tutti contro il razzismo” mentre la presente relazione è stata indirizzata al premier Netanyahu e al ministro in carica sulla questione degli alloggi in Israele, diretti responsabili delle demolizioni, espressioni del razzismo istituzionale.

Nidal ‘Othman, avvocato e direttore della Coalizione, ha annunciato che i componenti di ogni minoranza o anche solo dei gruppi che sono in Israele vittima di razzismo, hanno dato la propria adesione per denunciare le sistematiche azioni di razzismo da parte del governo di Israele. Tra di essi anche la comunità di etiopi che hanno spezzato una lancia a favore della comunità palestinese, esprimendo quindi solidarietà.

Oltre alla divulgazione della realtà in Israele, la Coalizione ha organizzato due marce: una, il 2 aprile, raggiungerà la residenza del ministro dell’Istruzione a Tel Aviv, l’altra, il 16 aprile, si dirigerà davanti alla casa gerosolimitana del primo ministro.

Nel rapporto si riconosce “il governo di Netanyahu si è distinto per la ferocia degli atti di razzismo, nelle politiche sociali ‘promosse’ nel paese fino ad attuare la politica delle espulsioni fisiche.
Questa prassi colpisce i palestinesi, ma anche altre comunità, prevalentemente coloro che vengono dai paesi orientali, e in questa coesione intravediamo un’implosione sociale nel paese molto prossima”.

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