Siamo nuovamente nella black list di Magdi Allam.

Questa mattina, Magdi Allam ci dedica la prima pagina del Corriere, straparlando istericamente di "minacce" al presidente Napolitano, a causa della lettera del Comitato Ricordare la Nakba – Lettera al presidente Napolitano. – da noi pubblicata.

Ci garba sottolineare che è nostra consuetudine pubblicare lettere, segnalazioni, iniziative, commenti (anche contro di noi e il nostro lavoro, come ben si può leggere negli appositi spazi al fondo degli articoli), a patto che non contengano un linguaggio volgare, osceno o offensivo. Nessuna di queste caratteristiche è presente nel comunicato del Comitato Ricordare la Nakba, la cui retorica, formale, quasi d’altri tempi, è supportata, sì, da forti critiche, ma non certo dalle "minacce" che il collega intravvede.

Il signor Allam pensa di essere nel suo Paese d’origine, dove la libertà di stampa e di dissenso non esistono, e chiunque osi essere in disaccordo con il regime viene perseguitato, torturato, magari anche ucciso. Il "democratico" giornalista invita dunque l’Italia – forze dell’ordine, magistrati, politici – a prendere esempio dalle dittature di altri Stati e a comportarsi in modo arbitrariamente censorio e persecutorio?

Ma che bel concetto di libertà ci propone.

Angela Lano, direttrice Infopal.it 

"Quelle incredibili minacce a Napolitano per la Fiera del libro".

C’è qualcuno in Italia che immagina di poter minacciare impunemente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, intimandogli “caldamente di tenersi lontano dalla fiera del libro di Torino”, perché egli sarebbe “di parte, irrazionalmente di parte”, uno che considererebbe “normale e lecito” il massacro dei palestinesi, schierato dalla parte del “sopruso e sostegno aperto al illegalità”, accusato di “discriminazione”,”razzismo”,” “settarismo”, “faziosità”, “insensibilità”, “abuso calunnioso”, “prevaricazione”. “Alla luce di tutto questo, signor Presidente, La invitiamo, visto che non sarà in grado di fare un intervento equilibrato, o come dice D’Alema, equidistante, a non ingerire”. Per costoro il presidente italiano compirebbe un’ “ingerenza” inaugurando una Fiera del libro che si tiene sul territorio italiano. Quindi deve starne “lontano”. Chi è che osa così tanto da ritenere che l’Italia sia uno Stato a sovranità limitata o che  si sottomette facilmente alle minacce e alle intimidazioni? Il comunicato che stiamo leggendo reca in calce la sigla “Comitato Ricordare la Nakba” ed è datato 18 febbraio 2008. Dove per “ Nakba” si intende la “Catastrofe”, com’è stata ribattezzata la sconfitta degli eserciti arabi nella guerra d’indipendenza della Stato d’Israele all’indomani della sua proclamazione il 14 maggio 1948.
A diffonderlo è stato il sito infopal (http://infopal.it) il 3 marzo, postandolo con la formula “Riceviamo e pubblichiamo”. Quasi si trattasse di un messaggio come tanti altri. “Illustre signor Presidente, abbiamo appreso che Ella sarà presente all’inaugurazione della fiera del libro di torino e ai festeggiamenti del 60° anno di fondazione dello Stato di Israele”, inizia così il comunicato che attaca subito duramente Napolitano: “Tutti decantano la presunta democrazia israeliana. Ella come capofila (…).
Ella è sordo e muto di fronte alle atrocità che questo stato ha commesso in passato e continua a commetere oggi nei confronti del Popolo palestinese”. “Vi accingete a celebrare la nascita di uno stato colonialista che per far posto ai milioni di ebrei ivi immigrati non ha esitato nel 1948, a cacciare manu militari 850 mila palestinesi, ricorrendo a forme di terrorismo che dovrebbero  ricordarLe i nemici contro i quali  si è battuto in passato. Le rammentiamo questo triste primato perché ci sembra che Ella lo abbia rimosso”. Segue l’affermazione secondo cui Israele si comporterebbe con il palestinesi alla stesso modo con cui i nazisti sterminarano gli ebrei.
Le accuse contro il presidente Napolitano sono pesanti: “Muoiono decine di palestinesi, senza che compaia una notizia, una sola parola di condanna…niente. Ella tace e questa è faziosità”. “Non avete rispetto della tante sofferenze dei palestinesi e questa è insensibilità”. “Ella  legittima qualsiasi reazione della stato sionista, non importa quanto criminale essa sia; questo è settarismo”. “Ella e tutta la classe politica italiana non avete mai protestato”. Man mano dalle accuse si passa alla condanna inplacabile del nostro capo di Stato: “In nome della sicurezza dell’entità sionista avete disatteso la sentenza del tribunale dell’Aja, avete difeso il muro dell’apartheid. Questo si chiama sopruso e sostegno aperto all’illegalità”. “Avete inventato l’equazione antisionismo = antisemitismo e avete tacitato con infamanti accuse chiunque osasse criticare israele. Questo si chiama abuso calunnioso”.
Dopo aver definito Israele “uno stato illegale”, Napolitano viene tacciato di non essere “credibile”, “la sua è una pace a senso unico, la pace  per il più forte. Queta si chiama prevaricazione”. Segue un accusa gravissima: “ Israele elimina fisicamente gli intelettuali e gli scritori palestinesi (l’elenco è interminabile, non lo rammenta, singnor Presidente?), ma questo per lei è normale, è lecito”. Chi è questo sedicente “Comitato ricordare la Nakba” che considera il capo dello Stato italiano alla stregua di un criminale fuorilegge?
Sappiamo solo che fa parte di una rete di associazioni che aderisce al Forum Palestina  (www.forumpalestina.org) che compende anche l’agenzia Infopal. Di quest’ultima si sa che è diretta  da Angela Lano. Del “Comitato di consulenti” di Infopal fanno parte alcuni accademici (Wassim Dalmash, Lucia Avallone, Enrico Galoppini, Maurizio Bagatin), giornalisti (Paolo Moiola, Maurizio Musolino, Samir Qariouti), studiosi (Gianfranco Bosco, Beppe Scali), due noti convertiti all’Islam (Roberto  Hamza Piccardo e Elvio Arancio), il senatore Fernando Rossi, Rosario Citriniti del Torino Social Forun, Dario Rossi dei Giuristi democratici e Mariano Mingarelli presidente dell’Associazione Amicizia Italo-Palestinese. A tutti loro è doveroso rivolgere la domanda: siete al corrente della diffamazioni e minacce al presidente della Repubblica diffuse dalla vostra agenzia Infopal?

Magdi Allam

Corriere della Sera, mercoledì, 5 marzo 2008

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