Tribunale israeliano bandisce film che parla del massacro israeliano a Jenin nel 2002

Palestina – Palestine Chronicle. Martedì, il ministero della Cultura palestinese ha condannato il divieto da parte di un tribunale israeliano di esibire il film “Jenin Jenin”, dell’artista Mohammad Bakri, oltre ad aver criticato la pesante multa che gli è stata comminata.
Lunedì, il tribunale distrettuale israeliano di Lydda, nel centro di Israele, ha vietato la riproduzione del film in Israele e ha ordinato a Bakri, il regista, di pagare 175 mila shekel israeliani (55 mila dollari) come danni ad un soldato israeliano apparso nel film che documenta il massacro dell’esercito israeliano a Jenin durante l’incursione militare dell’aprile del 2002, che provocò la morte di decine di palestinesi e rase al suolo la maggior parte del campo profughi della città.
Il tribunale ha anche ordinato a Bakri, che farà appello contro la sentenza presso la Corte Suprema israeliana, di pagare ulteriori 50 mila shekel (15.000 dollari) in spese legali.
Il ministro della Cultura palestinese, Atef Abu Seif, ha affermato in una dichiarazione che la sentenza del tribunale è un tentativo di impedire che venga detta la verità su ciò che accadde a Jenin nel 2002.
“Le autorità d’occupazione israeliane hanno paura che i fatti che rivelano la sua brutalità e la sofferenza del popolo palestinese siano presentati al mondo”, ha affermato.
“Questo divieto è un tentativo di sopprimere la verità e oscurare il vero volto dell’occupazione e delle sue pratiche razziste e fasciste”, ha detto Abu Seif, denunciando i tentativi di Israele di combattere la narrazione palestinese ed il diritto del popolo palestinese alla libertà e all’indipendenza.

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