Tribunale israeliano ordina all’ANP di risarcire collaboratori palestinesi

MEMO. Un tribunale israeliano ha ordinato all’Autorità Palestinese di risarcire i palestinesi detenuti dai suoi servizi di sicurezza, sospetti di aver collaborato con le autorità d’occupazione. E’ quanto riferito dai media locali venerdì. Secondo il Times of Israel, il giudice ha ordinato all’ANP di pagare 13,2 milioni di shekel (3,5 milioni di dollari) di risarcimento a 52 collaborazionisti.

L’ANP arresta, di tanto in tanto, i palestinesi nella Cisgiordania occupata che sono sospettati di collaborazionismo con i servizi di sicurezza israeliani. La Israel Hayom ha riferito che cinque cause legali, che coinvolgono decine di querelanti, sono state depositate contro l’autorità in relazione alla pesante repressione sui suoi “collaboratori”, facendo notare che quelle più antiche risalgono al 2004.

“Accogliamo con favore la sentenza storica del tribunale”, hanno affermato gli avvocati dei collaboratori. “Il giudice ha visto le deficienze [risultanti dalla tortura] dei querelanti, ne ha compreso il disagio e ha deciso di concedere immediatamente un risarcimento parziale”.

L’Autorità Palestinese classifica la propria collaborazione con le autorità israeliane come “cooperazione per la sicurezza”. Il presidente dell’ANP, Mahmoud Abbas, l’ha definita “sacra”. I critici sostengono che i servizi di sicurezza dell’ANP sono stati creati esclusivamente per proteggere Israele e la sua occupazione, e non il popolo della Palestina.

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