Viaggio tra la disperata vita dei profughi palestinesi e siriani

Di Sulaiman Hijazi-Abspp onlus. Da Libano e Siria.

La tragedia siriana ha segnato per sempre la vita delle persone. C’è chi ha perso la vita, chi ha perso i propri cari, chi ha perso la salute, tutti hanno perso qualcosa. Nessuno ci ha guadagnato niente.
Venerdì 18 gennaio siamo andati a trovare queste tre sorelle e altre famiglie di Aleppo a Ghazi Einteb, nel sud della Turchia. In questa casa la guerra non si potrà mai dimenticare perché ha lasciato i suoi segni sulla pelle delle ragazze. La prima a sinistra è rimasta paralizzata, e le altre due sorelle, sono sordomute e hanno disabilità motorie. La madre che accudisce le figlie non può uscire di casa, e volendo trovare un lavoro, perché tutte e tre hanno bisogno di assistenza in qualsiasi momento del giorno e della notte. Vivono in un monolocale affittato a 100 dollari ma il padre è disoccupato e non può pagare l’affitto né curare le tre figlie colpite dalla guerra. La famiglia è ridotta in estrema povertà e disperazione, vivono alla giornata grazie a qualche aiuto di qua e di là.
Purtroppo questo non è un caso unico: è una realtà di decine di migliaia di profughi siriani e palestinesi che vivono nei campi profughi. E’ una situazione insopportabile, non si  può vivere così, non è umano.
Domani è un altro giorno.

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