Abbas: estendere congelamento attività coloniali prima di proseguire nel dialogo

New York – Ma'an. Il presidente Mahmud Abbas ha dichiarato ieri di voler continuare a negoziare con Israele solo se le restrizioni sulla costruzione degli insediamenti verranno estese.

Uno stop parziale alle edificazioni coloniali della durata di dieci mesi scadrà questo mese, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha già annunciato ai suoi ministri che non vi sarà alcuna proroga, nonostante le pressioni dell'amministrazione Usa, dell'Ue e dell'Onu.

Abbas ha invece insistito sulla necessità di proseguire le trattative dopo che sia stato accordato un congelamento delle colonie, spiegando che se questo venisse, ad esempio, esteso di un mese, lui continuerebbe le trattative per un mese.

Le negoziazioni dirette sono riprese lo scorso 2 settembre a Washington, dopo un'interruzione di venti mesi. L'ultima fase era rimasta in sospeso in seguito al lancio da parte d'Israele dell'operazione Piombo Fuso contro Gaza, nel dicembre 2008.

Riguardo alla richiesta di Netanyahu che i palestinesi riconoscano Israele come Stato ebraico, Abbas ha replicato che Israele è libera di chiamarsi l'“Impero Ebraico Sionista Israeliano” e che non sono questioni che lo riguardano. Tuttavia, ha aggiunto, se Israele vuole che i negoziatori palestinesi riconoscano il suo Stato, lo stesso riconoscimento spetterebbe in cambio allo Stato palestinese.

La parte palestinese ha già riconosciuto il diritto d'Israele a esistere, ma non in quanto Stato ebraico, perché secondo i negoziatori pregiudicherebbe i cittadini non-ebrei d'Israele e il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi.

Alla domanda se avesse timore per il suo futuro personale nel caso i colloqui di pace fallissero, Abbas ha risposto di “non [aver] paura di nulla”.
Il presidente si è inoltre detto indignato per l'assassinio da parte dei soldati israeliani di un leader di Hamas nella sua casa, avvenuto venerdì nella città cisgiordana di Tulkarem, e ha aggiunto di aver chiesto a Israele di cessare gli atti di violenza nelle città palestinesi.

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