Abbas: ‘Vogliamo uno stato palestinese indipendente, a fianco di quello israeliano’.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha tenuto un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ieri sera, in cui spiegava che era lì a rappresentare "un popolo che cerca una vita normale, dove i nostri bambini possano arrivare sani e salvi a scuola, dove i bambini nascono per vivere e non per morire, dove le donne partoriscono i loro figli negli ospedali e non ai checkpoint dell’occupazione".

E ha avvertito i leader del mondo: "Senza risolvere la questione palestinese, e con la continuazione dell’occupazione delle terre palestinesi e arabe del 1967, elementi di tensione e conflagrazione, il conflitto permarrà e terrà le porte aperte a ogni forma di violenza, terrorismo, conflitti regionali e crisi glibali".

Abbas ha chiesto una soluzione che "deve essere basata sulla legittimità internazionale, a cui fa riferimento l’Iniziativa Araba di Pace attraverso la creazione di uno stato palestinese indipendente sui confini del 4 giugno 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale, e raggiungendo un accordo equo per il problema dei rifugiati – che costituiscono più della metà del popolo palestinese -in ottemperanza alla risoluzione 194 dell’Assemblea Generale dell’Onu".

E ha aggiunto che sta cercando di formare un governo palestinese di unità nazionale che "sia in linea con la legittimità internazionale e araba e che corrisponda ai principi stabiliti dal Quartetto".

E ha riaffermato che qualsiasi futuro governo palestinese sarà impegnato con tutti gli accordi che l’Olp e l’Anp hanno siglato". Questo include "il mutuo riconoscimento tra Israele e l’Olp, la rinuncia alla violenza, e a raggiungere una soluzione permanente che porterà alla realizzazione di uno stato palestinese indipendente a fianco di Israele".

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