Argentina e Brasile dicono no a Kofi.

Da www.ilmanifesto.it del 20 agosto

Libano
Argentina e Brasile dicono no a Kofi
Serena Corsi
Il governo argentino ha dichiarato che non parteciperà alla forza multinazionale che andrà nel sud del Libano sotto l’egida delle Nazioni unite.
Il vice ministro degli esteri Roberto Garcia Moritàn ha spiegato che alle consultazioni del segretario dell’Onu Kofi Annan è stato risposto no perché «non sussistono le condizioni» ; cioè , secondo la Casa rosada la situazione è troppo pericolosa e troppo vaga.
La decisione, presa e resa nota dopo vari contatti con Brasilia per uscire con una posizione comune (strategia collaudata da mesi perché il Mercosur non barcolli a causa di divergenze fra le sue colonne portanti, a cui da poche settimane si è aggiunto il Venezuela di Chavèz), è stata accompagnata da una nota che diplomaticamente ricorda i vari fronti su cui Argentina e altri paesi dell’unione regionale latino-americana sono impegnati con le Nazioni unite, in particolare Haitì e Cipro.
Forse sulla decisione ha pesato anche l’antecedente occorso durante la guerra del Golfo del 1991: allora era al governo l’ultra-liberista Carlos Menem, che accettò di inviare due navi al seguito delle truppe di Bush padre. In pochissimo tempo Buenos Aires subì due gravissimi attentati poi ricondotti alla matrice dell’ integralismo islamico, uno all’ambasciata di Israele e l’altro all’Amia (un organismo ebraico in Argentina).
La posizione ufficiale del Brasile sul conflitto è stata di aspre critiche ai bombardamenti a tappeto israeliani, rafforzata dal fatto che in Libano è presenta una grossa comunità brasiliana-libanese (di più di 60 mila persone). Il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim è andato di persona in Libano alla testa del primo convoglio umanitario inviato dal Brasile.
Con tutte le motivazioni del caso, si tratta pur sempre di defezioni significative, anche perchè proprio l’Argentina rappresenta attualmente l’America latina nel Consiglio di sicurezza .
A questo proposito nei giorni scorsi è iniziato lo scontro diplomatico Mercosur-Usa sulla prossima elezione del membro del Consiglio di sicurezza che andrà a sostituire fra pochi mesi l’Argentina: l’orientamento prevalente è quello di votare il Venezuela, a cui i nordamericani si oppongono fermamente. L’unica candidatura alternativa è rappresentata dal Guatemala, che l’appoggio garantito dei paesi centroamericani e caraibici . Ma il presidente Chavez, nel corso dei suoi recenti viaggi per il mondo, sarebbe aggiudicato le preferenze di gran parte degli stati africani, oltre che di Russia e Iran, potrebbe essere proprio lo scomodo Venezuela a sedersi in Consiglio di sicurezza per due anni. Ma sarà battaglia grossa.

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Libano
Argentina e Brasile dicono no a Kofi
Serena Corsi
Il governo argentino ha dichiarato che non parteciperà alla forza multinazionale che andrà nel sud del Libano sotto l’egida delle Nazioni unite.
Il vice ministro degli esteri Roberto Garcia Moritàn ha spiegato che alle consultazioni del segretario dell’Onu Kofi Annan è stato risposto no perché «non sussistono le condizioni» ; cioè , secondo la Casa rosada la situazione è troppo pericolosa e troppo vaga.
La decisione, presa e resa nota dopo vari contatti con Brasilia per uscire con una posizione comune (strategia collaudata da mesi perché il Mercosur non barcolli a causa di divergenze fra le sue colonne portanti, a cui da poche settimane si è aggiunto il Venezuela di Chavèz), è stata accompagnata da una nota che diplomaticamente ricorda i vari fronti su cui Argentina e altri paesi dell’unione regionale latino-americana sono impegnati con le Nazioni unite, in particolare Haitì e Cipro.
Forse sulla decisione ha pesato anche l’antecedente occorso durante la guerra del Golfo del 1991: allora era al governo l’ultra-liberista Carlos Menem, che accettò di inviare due navi al seguito delle truppe di Bush padre. In pochissimo tempo Buenos Aires subì due gravissimi attentati poi ricondotti alla matrice dell’ integralismo islamico, uno all’ambasciata di Israele e l’altro all’Amia (un organismo ebraico in Argentina).
La posizione ufficiale del Brasile sul conflitto è stata di aspre critiche ai bombardamenti a tappeto israeliani, rafforzata dal fatto che in Libano è presenta una grossa comunità brasiliana-libanese (di più di 60 mila persone). Il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim è andato di persona in Libano alla testa del primo convoglio umanitario inviato dal Brasile.
Con tutte le motivazioni del caso, si tratta pur sempre di defezioni significative, anche perchè proprio l’Argentina rappresenta attualmente l’America latina nel Consiglio di sicurezza .
A questo proposito nei giorni scorsi è iniziato lo scontro diplomatico Mercosur-Usa sulla prossima elezione del membro del Consiglio di sicurezza che andrà a sostituire fra pochi mesi l’Argentina: l’orientamento prevalente è quello di votare il Venezuela, a cui i nordamericani si oppongono fermamente. L’unica candidatura alternativa è rappresentata dal Guatemala, che l’appoggio garantito dei paesi centroamericani e caraibici . Ma il presidente Chavez, nel corso dei suoi recenti viaggi per il mondo, sarebbe aggiudicato le preferenze di gran parte degli stati africani, oltre che di Russia e Iran, potrebbe essere proprio lo scomodo Venezuela a sedersi in Consiglio di sicurezza per due anni. Ma sarà battaglia grossa.

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