Assedio su Gaza: chiusura valico di Karni ha prodotto crisi scorte di farina

Gaza – InfoPal. Dopo l'allarme sulla mancanza di gas per uso domestico, lanciato dalla Striscia di Gaza ieri, 19 gennaio, oggi, funzionari palestinesi reiterano l'allarme sulle scorte di beni di base come la farina.

La crisi è una diretta conseguenza della chiusura, decretata dalle autorità israeliane, del valico di al-Mintar (Karni), ad est di Gaza, l'unico preposto al passaggio di grandi quantità di beni, merci e materiali. Ora, l'intero traffico di merci sarà concentrato su quello di Kerem Abu Salem (Kerem Shalom) a Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

La conferma della crisi di farina è giunta dal direttore del dipartimento per le relazioni pubbliche della Camera di commercio palestinese di Gaza, Maher at-Tabba'e, esperto economista, il quale ha specificato come la crisi di mangimi e frumento sia stata una costante nei quattro anni di assedio. Oggi però, viene a mancare del tutto la farina.

At-Tabba'e ha spiegato al nostro corrispondente le funzioni commerciali svolte dai quattro valichi di Gaza: al-Mintar (Karni) per il passaggio di petrolio e gas, Sufa per i materiali da costruzione e il cemento, al-'Awja da dove passava ogni sorta di bene e Kerem Abu Salem, l'unico con una capienza tale da rispondere ai bisogni materiali della popolazione assediata di Gaza.

“Il valico di al-Mintar (Karni), l'unico a restare operativo oggi, non è in grado di ospitare oltre 20 carichi di merce, mentre da Kerem Abu Salem a volte, venivano fatti passare anche 500 container al giorno”.

A partire da oggi, l'esperto economista ha prospettato una crisi particolarmente acuta.

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