Betlemme: prosegue la protesta non-violenta contro il Muro israeliano di Annessione

Palestinian News Network – PNN. Anche questa volta, la protesta degli abitanti di Al-Ma'ssara (Betlemme) ha registrato degli scontri: due palestinesi sono stati feriti ed altri due civili sono stati arrestati dalle forze d'occupazione israeliane.

Accompagnati da attivisti internazionali ed israeliani, tutti hanno trovato ad attenderli i soldati israeliani sui terreni palestinesi dove la marcia si dirigeva e dove Israele sta costruendo il Muro di Annessione.

Ancora una volta, le forze d'occupazione si sono munite di bastoni, pallottole rivestite [possono essere mortali, ndr] e gas lacrimogeni.

Stessa sorte è toccata alla protesta degli abitanti di Nabi Saleh (Ramallah). 

Qui, Kamal ar-Rimawi, è rimasto ferito al volto dal lancio dei gas lacrimogeni ed è stato condotto in ospedale.

Come ogni venerdì, la protesta dei palestinesi è stata seguita da assalti e incursioni nelle abitazioni dell'area da parte dei soldati d'occupazione israeliani.

Nel villaggio di Bi'lin (Ramallah), dove la protesta ha interessato non solo la costruzione del Muro di Annessione ma ha voluto promuovere pure la campagna di boicottaggio contro i prodotti delle illegali colonie israeliane, le azioni di protesta sono state numerose.

Si è fatta informazione sull'identificazione dei prodotti provenienti dalla terra palestinese ed etichettati all'estero con il marchio israeliano e si sono affissi poster per il boicottaggio sul Muro di Annessione.

I soldati israeliani li hanno raggiunti aggredendoli, e nel lancio di gas lacrimogeni due bambini palestinesi sono stati feriti; uno dei due era un disabile mentale.

Tre attivisti israeliani sono stati arrestati.

L'incontro di Bi'lin è molto seguito; questa volta c'è stata la partecipazione di studenti dell'Università Wayne (Detroit), in collaborazione con gli studenti palestinesi dell'Università al-Quds.

Inoltre, è stato proiettato il documentario di Haitham al-Khatib “Life on the Wheels” ed un film sulla vita di Bassam Abu Rahme, assassinato dalle forze d'occupazione israeliane lo scorso aprile durante un'altra protesta. 

(22 maggio 2010)

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