Campagna di arresti a Nablus e perquisizioni in diverse aree della Cisgiordania.

Oggi le forze di occupazione israeliane hanno arrestato 5 palestinesi del villaggio di Ta’al, a sud della città di Nablus, in Cisgiordania, durante un’operazione di perquisizioni nelle abitazioni.

Un vasto spiegamento di forze di occupazione hanno invaso il villaggio, iniziando a perquisire le abitazioni dei cittadini alla caccia di "ricercati".

Durante le perquisizioni sono stati arrestati i seguenti cittadini: Isa Abdelfattah Ramadan (23 anni), studente universitario all’università nazionale An-Najah, Mohammad Ibrahim Afaneh (24 anni), anche lui studente universitario all’università nazionale An-Najah, Haitham Mohammad Silwadi (24 anni), Mohammad Ibrahim Afaneh (24 anni), e Obeidah Mohammad Asidah (17 anni).

Le forze di occupazione hanno arrestato Jafar Sodqi Yamin (20 anni) e, dopo averlo interrogato, lo hanno rilasciato.

Nel campo profughi Askar Al-Jadid, le forze di occupazione hanno arrestato il cittadino Ali Fayeq Gheth durante un’invasione della città di Nablus.

All’alba di oggi, i militari israeliani hanno assaltato l’associazione islamica An-Naqa’a, nel villaggio Ad-Doha, a est di Betlemme, in Cisgiordania. I soldati hanno divelto la porta principale dell’associazione e hanno danneggiato gli interni.

Anche la città di Qalqiliya è stata invasa, all’alba di oggi, e numerose abitazioni sono state perquisite e danneggiate.

Le forze di occupazione hanno invaso la scuola elementare dell’associazione dei Giovani musulmani in via As-Salaam, nella città di Hebron, a sud della Cisgiordania.

Hanno sequestrato diversi computer e fascicoli che riguardano gli studenti e la direzione, danneggiando il contenuto della scuola.

I militari israeliani hanno invaso questa mattina l’ufficio del Consiglio Legislativo della città di Tubas, a nord della Cisgiordnaia, e hanno sequestrato computer, documenti e fascicoli che riguardano i cittadini della provincia.

Stessa sorte è toccata anche all’associazione Nafha per la Difesa dei detenuti, nella città di Jenin, dove sono stati danneggiati gli interni e sequestrati documenti, computer e decine di fascicoli che riguardano i detenuti.

 

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