Come nel 1950, Israele pronto a ripristinare ufficialmente la 'Legge sulle Proprietà degli Assenti'

 

Al-Quds (Gerusalemme) – Infopal, Agenzie. Dopo aver ricevuto numerose denunce da parte di cittadini palestinesi ai quali Israele aveva sequestrato case e terreni ad al-Quds (Gerusalemme), la Corte suprema israeliana – in questi giorni – sta prendendo in esame l’istanza del Procuratore generale, Yahuda Weinstein per ‘riesumare’ la Legge sulle Proprietà degli Assenti. 

 

Di fronte all’avanzata espansionistica a Gerusalemme est, il pericolo, oggi, non riguarda unicamente i palestinesi coinvolti in casi giudiziari, ma rischia di estendersi su tutti i cittadini palestinesi.

La Legge sulle Proprietà degli Assenti, infatti, minaccia anche i palestinesi che risiedono nei Territori Occupati nel 1967 (Cisgiordania e Striscia di Gaza).

Per essere maggiormente precisi, volendo riconoscere il giusto peso all’ultimo piano del ministro degli Esteri Lieberman, per una separazione della Striscia di Gaza dal resto dei Territori Occupati, la minaccia di questa legge potrebbe colpire Gerusalemme est e Cisgiordania e non la Striscia di Gaza. 

Indubbiamente, la Legge sarà un’importante fonte di rendita per le casse dello stato di Israele.

Elaborata nel 1948 ed emanata nel 1950, la Legge sulle Proprietà degli Assenti si compone di 389 articoli e fu creata ad hoc con lo scopo di acquisire la proprietà su beni e proprietà delle migliaia di profughi palestinesi che furono espulsi dalle forze ebraiche verso i limitrofi paesi arabi.

Essa rappresenta una delle misure estreme con cui i palestinesi furono forzati a lasciare la Palestina, impossibilitati a farvi ritorno nei mesi o negli anni che seguirono alla guerra del 1948.

Soprattutto, all’epoca come anche oggi, la legge rappresenta una delle maggiori violazioni.

Nel 1950 sfidava il piano di spartizione Onu del 1947.

Nel 2010, dopo 60 anni, giunge l’esposto del procuratore israeliano che ne chiede l’applicazione ‘ufficiale’ da Gerusalemme est alla Cisgiordania.

Tutte le proprietà del palestinesi ricadranno in mano di Israele. E' questa la logica dello 'stato nemico' alla base di questa legge, sfortunatamente impressa nella memoria collettiva del popolo palestinese.

Evidentemente si tratta di una legge molto pericolosa perché presume di dare una svolta vigorosa al progetto coloniale sionista, iniziato all’epoca, quando la legge in questione fu creata.

Si vuole finire il lavoro di pulizia etnica sui palestinesi e, con leggi del genere, se ne vuole scongiurare un rientro. Come da copione, anche qui, è richiesta un'interpretazione ampia delle categorie che la Legge sulle Proprietà degli Assenti interessa/colpisce.

Chi risiede all’estero, pur continuando ad avere delle proprietà nella madre patria, i palestinesi che sono in visita nei vicini paesi arabi per pochi giorni ma anche chi si trova, momentaneamente, in un quartiere diverso da quello in cui si risiede’.

Ufficialmente, la sua applicazione interessa: palestinesi proprietari a Gerusalemme che si sono allontanati, che si trovano all’estero o i palestinesi della Cisgiordania che risiedano nei quartieri all’interno di quei confini munic
ipali di Gerusalemme interessati dai nuovi progetti coloniali.

Il ministro giordano per l’Informazione, Nabil Sharif dichiara alla stampa internazionale – tramite un suo portavoce – che il suo governo respinge e non riconosce questa misura ‘unilaterale ‘israeliana.

“E’ un provvedimento che mira a ripulire Gerusalemme dei suoi abitanti originari, cristiani e musulmani ed è una legge razziale. Mina la fiducia tra le parti e viola la legislazione internazionale”.

Alle parole del rappresentante giordano, fanno eco quelle dell’ambasciatore palestinese ad ‘Amman, ‘Atallah al-Khairi, comparse sul quotidiano giordano ‘Amman News’.

Di fronte alle quotidiane confische e demolizioni di abitazioni e proprietà terriere palestinesi, si realizza che, in fondo,  si tratta di una legge che non ha mai smesso di essere applicata. Il dubbio non sarebbe fuori luogo.

Sebbene, molti degli atti di esproprio siano mossi da gruppi di coloni, va menzionato che, nel momento dell’atto (quasi sempre di violenza), questi godono della protezione e della scorta dell’esercito e della polizia israeliani.

Oggi, come all’epoca, risuonano allarmanti le parole del Procuratore generale israeliano quando, rivolgendosi alla Corte suprema del proprio paese, dichiara  senza ambiguità: “Lo stato applicherà la Legge sulle Proprietà degli Assenti – approvata dal governo israeliano nel 1950 – a Gerusalemme est. Pertanto, Israele prenderà pieno possesso e sarà proprietario di tutte le proprietà disabitate”.
 
Il Centro di Gerusalemme per i diritti sociali ed economici ammonisce su rischi e ripercussioni di questa decisione.
 
Rilascia un dettagliato rapporto dal quale emerge un dato preoccupante: a Gerusalemme est, resta solo un 13% di proprietà palestinesi.

Centinai le abitazioni palestinesi a rischio e numerosi sono i palestinesi di Gerusalemme che, attualmente,  si trovano o vivono all’estero per periodi più o meno lunghi.

Diversi sono gli hotel colpiti dalla Legge sulle Proprietà degli Assenti, tra cui il celebre Hotel Ambassador ma anche la società elettrica di Gerusalemme.
 

Il Centro intanto, raccoglie i casi e intenterà causa al tribunal penale internazionale, invitando anche le organizzazioni internazionali per i diritti umani e quelle legali a fare lo stesso.

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