Denuncia da Beirut: 'Incredibile: risarcimenti iracheni per i militari americani della prima Guerra del Golfo!'

Beirut – InfoPal. Il Comitato di supervisione della Campagna popolare libanese di sostegno alla Palestina e all'Iraq definisce sbalorditivo il fatto che l'Iraq abbia firmato un accordo col governo statunitense, per un cifra di 400 milioni di dollari, al fine di risarcire i militari a stelle e strisce colpiti da danni psicologici dopo la guerra sferrata nel 1991 dall'America e dalla comunità internazionale contro l'Iraq. La domanda che si pone il Comitato è: “Quei militari hanno subito le conseguenze negative di un attacco iracheno agli Usa oppure il loro Paese li ha mandati a fare la guerra ad un altro Paese per distruggerlo? Nel secondo caso – che è quanto è accaduto – è il loro governo che semmai dovrebbe risarcirli”.

Altra domanda retorica avanzata dalla Campagna: “Chi risarcirà il milione e mezzo di iracheni ammazzati dai crimini di guerra e contro l'umanità commessi dalle forze d'occupazione in Iraq? Chi risarcirà i cinque milioni di orfani iracheni? Chi risarcirà il milione di vedove e le centinaia di migliaia di prigionieri torturati nelle prigioni, note e meno note? Ci risarcirà le perdite materiali ed umane subite dall'Iraq a partire dal 1991, calcolabili in centinaia di miliardi di dollari, per non parlare di quelli saccheggiati dalle tasche del popolo iracheno ad opera degli occupanti e dei corrotti?

La Campagna di sostegno alla Palestina e all'Iraq con sede a Beirut esorta perciò gli iracheni ad annullare questi nuovi accordi che opprimono la loro nazione, ed invita anche tutti i responsabili delle organizzazioni giuridiche ed umanitarie e il Consiglio dei Diritti dell'Uomo a mobilitarsi per perseguire i criminali di guerra statunitensi in Iraq, costringendo il governo statunitense a rifondere gli iracheni delle perdite subite.

La Campagna ha inoltre inviato lettere a Ramsey Clark – ex ministro della Giustizia degli Usa e presidente del Comitato internazionale di giuristi che persegue i criminali di guerra statunitensi [noto anche come “Tribunale Clark”, ndr] – e agli avvocati Khaled as-Sufiani e Ashraf al-Bayyumi – che coordinano le accuse – affinché seguano bene questa cosa definita “grave” sotto ogni aspetto.

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