Discorso di Netanyahu negli Usa: ‘Nessun ritiro dai confini del ’67. La questione dei profughi può considerarsi risolta così com’è’

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Ieri, 20 maggio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pronunciato l’atteso discorso in risposta a quello del presidente Obama.

“L’esercito israeliano non si ritirerà dai confini (occupati, ndr) nel giugno del 1967”, ha affermato, respingendo in tal modo l’idea statunitense per uno Stato palestinese proprio entro quei confini.

“Le forze israeliane -ha aggiunto Netanyahu – resteranno dislocate lungo il fiume Giordano e nessuna illusione di una pace regionale complessiva. I centri israeliani (le colonie illegali, ndr) resterebbero vulnerabili ad attacchi dall’esterno perché quelle frontiere sono indifendibili”.

Nessun accenno poi è stato fatto da Netanyahu allo scambio territoriale per garantire contiguità allo Stato palestinese così come aveva proposto Obama, mentre hanno pesato le seguenti dichiarazioni: “La questione dei profughi palestinesi ha già una soluzione. Per reinsediamento si deve intendere il luogo in cui vivono”.

Netanyahu ha espresso solo divieti e ha posto “condizioni non trattabili nell’eventualità di negoziati con i palestinesi”.

E mentre qualcuno in ambiente governativo Usa ha ammesso la piena divergenza nei discorsi dei due leader,  per Obama si tratta ancora di “una differenza di linguaggi e formule da adottare per la ripresa dei colloqui tra le parti”.

Poi, assecondando le esigenze di sicurezza di Israele, Obama ha affermato che “garantendo la sicurezza di Israele, la soluzione si rifletterà anche sulle rivendicazioni nazionali palestinesi”.

Obama condivide i timori di Israele per Siria e Iran e non nasconde pure i pregiudizi verso il governo di unità nazionale tra Fatah e Hamas.

Messe in chiaro le principali posizioni, Netanyahu e Obama ora incontreranno singolarmente la potentissima lobby della “Israel Public Affairs Committee” (Aipac) e i membri del Congresso Usa.

Elisa Gennaro

 

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