Dossier Shalit: il Consiglio dei Ministri si riunisce in seduta ristretta per un progetto di decreto

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Gerusalemme – Infopal. Ieri sera il Consiglio dei Ministri israeliano in seduta ristretta ha deciso di formulare un progetto di decreto sul dossier Gilad Shalit, il soldato detenuto a Gaza da circa tre anni. Il progetto verrà discusso durante la settimana in corso.

Il sito on-line Voce d’Israele ha riportato da fonti politiche che il Primo Ministro israeliano, Ehud Olmert, il Ministro della Difesa, Ehud Barak, e il Ministro degli Esteri, Tzipi Livni, si riuniranno questa settimana per discutere del progetto di decreto. Le condizioni poste di Israele per raggiungere una tregua e aprire i valichi della Striscia di Gaza sarebbero legate alla liberazione del soldato detenuto. Secondo quanto riferito, la dirigenza politica israeliana fra non molto sarà costretta a prendere decisioni dolorose che riguardano il caso Shalit.

Durante tutto il periodo delle trattative per lo scambio di detenuti, Hamas ha insistito per tenere separate questa questione da quella della tregua, chiedendo la liberazione di centinaia di prigionieri palestinesi, tra le cui fila vi sono importanti capi della sua ala militare insieme a dirigenti suoi e di altre fazioni palestinesi.

 

Un nuovo declino. Le trattative per la tregua tra l’occupazione israeliana e le fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza, in corso sotto il patrocinio egiziano, sono entrate in una nuova fase di declino: il governo israeliano provvisorio ha infatti legato il raggiungimento di un accordo di tregua alla liberazione del soldato israeliano detenuto a Gaza.

Dopo la riunione presieduta dal Primo Ministro dimissionario Ehud Olmert, il suo Ministro degli Interni Mair Shtert ha affermato ufficialmente che la liberazione del soldato Gilad Shalit deve essere una condizione per il cessate il fuoco e l’apertura dei valichi.

Israele, come sembra, ha capito che la liberazione di Shalit richiederà un ‘alto prezzo’, ovvero la scarcerazione di alcuni dirigenti dell’ala militare di Hamas. Il Ministro per la Sicurezza Interna, Avi Dichter, ha detto che Israele potrà rilasciare diversi detenuti importanti in cambio della liberazione di Shalit. Ha poi aggiunto che i quattro detenuti intorno ai quali ruotano le divergenze con Hamas sono Ahmad Sadat, segretario generale del FPLP, e Abdullah al-Barghuthi, Abbas al-Sayed, e Ibrahim Hamed, tre capi delle brigate al-Qassam in Cisgiordania. Nel caso di una loro liberazione, costoro non torneranno nelle rispettive città.

Tutto questo è avvenuto in un momento in cui si prevedeva che il responsabile per la sicurezza del Ministero della Guerra israeliano, Amos Gilad, raggiungesse il Cairo per informare gli egiziani della posizione assunta in via definitiva dal suo governo, oppure che il mediatore egiziano fosse informato per telefono.

 

Complicazioni. Mushir al-Masri, dirigente del movimento di Hamas e membro del Consiglio Legislativo, commentando la posizione israeliana, ha detto che il tentativo di collegare la tregua con il dossier Shalit è una pugnalata agli sforzi egiziani volti a raggiungere un accordo tra Hamas e Israele.

Il rappresentante di Hamas in Libano, Osama Hamdan, dopo che ieri il Premier israeliano aveva dichiarato di rifiutare qualsiasi tregua senza la liberazione di Shalit, ha accusato Israele di lavorare per far fallire le trattative, precisando che la questione è stata infilata da parte israeliana all’ultimo momento. Ha inoltre asserito che il problema del soldato non è mai stato“un punto proposto nelle trattative”.

Il portavoce del Ministero degli Esteri egiziano, Husam Zaki, ha dichiarato che vi sono difficoltà che ostacolano il raggiungimento della tregua nella Striscia di Gaza tra Hamas e Israele.

 

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