Gli israeliani rapiscono due adolescenti palestinesi alla frontiera di Gaza.

Gaza – Infopal. Un'organizzazione per i diritti umani ha rivelato che alla fine della settimana scorsa le forze di occupazione israeliane hanno rapito due adolescenti vicino al passaggio di Beit Hanoun (Erez), nel nord della Striscia di Gaza: uno di loro è stato rilasciato mentre l'altro è rimasto trattenuto.

Il Centro “al-Mizan” per i diritti umani afferma che le forze di occupazione israeliane, alle 12.30 di giovedì 10 dicembre, sono penetrate per circa 350 metri nella zona industriale distrutta durante l'ultima aggressione, situata a sud-ovest del passaggio Beit Hanoun (Eretz), dove gli operai stanno lavorando per demolire definitivamente e rimuovere le macerie della zona industriale distrutta.

Nel comunicato del Centro si rileva che i soldati hanno rapito i due adolescenti Mahmud Jamil Hasan al-Yazigi (16 anni) e Muhammad Hatim Qasem al-Kafarna (17 anni), e li hanno portati dall'altra parte della frontiera. Dopo qualche ora hanno rilasciato al-Kafarna, trattenendo invece al-Yazigi.

Il Centro riferisce che questa è la seconda volta che le forze d’occupazione israeliane penetrano nella zona e rapiscono cittadini palestinesi.

Secondo l'avvocato del Centro “al-Mizan”, le forze d'occupazione israeliane detengono al-Yazigi nella prigione del Majdel per sottoporlo ad un interrogatorio. Un tribunale israeliano, ieri mattina, domenica 13 dicembre, ne ha prolungato il fermo fino al prossimo venerdì (18/12).

Secondo le indagini svolte dal Centro, questi operai stanno lavorando per frantumare le macerie degli edifici distrutti e rivenderle alle fornaci che producono mattoni, nel tentativo di risolvere almeno parzialmente il problema posto dall’embargo israeliano che vieta l’ingresso a Gaza anche dei materiali da costruzione.

Il Centro condanna le continue violazioni delle forze di occupazione israeliane nei confronti delle norme del diritto internazionale e dei diritti umani: esse prendono deliberatamente di mira i bambini, gli adolescenti, e continuano ad invadere le zone di frontiera, arrestando – o sparando a – chiunque si muova nella zona, nel tentativo d’imporre una “zona cuscinetto di sicurezza” nelle zone di frontiera con la Striscia di Gaza.

 

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