Gli speculatori israeliani alla conquista della Cisgiordania.

Riceviamo e pubblichiamo.

Cari amici,

vi segnalo un importante articolo uscito oggi con Le Monde Diplomatique,
"Gli speculatori israeliani alla conquista della Cisgiordania" di Gadi
Algazi, docente di storia all’Università di Tel Aviv.

L’articolo analizza, riassumendolo, l’incontro tra i piani politici di
costruzione di vasti insediamenti (nell’area di Bil’in), interessi degli
speculatori edilizi a costruire a bassi costi e con notevoli vantaggi
fiscali, e disponibilità di frange della popolazione israeliana colpite
dalle politiche economiche del loro stato a insediarsi nelle nuove colonie.
Un quadro ricco di informazioni, preoccupante, e forse in linea con le
necessità di una nuova analisi, che non perda di vista le sempre vive spinte
del sionismo, ma che colga anche gli effetti delle politiche economiche di
Israele, quindi la sua situazione politica interna. Di solito le metastasi
(per usare termini medici) vengono rimosse, asportate. Sembra che invece la
Cisgiordania sia il luogo in cui vengono riversate le metastasi delle
polititche economiche di Israele.

E’ ovvio che la spinta ideologica che muove la costruzione degli
insediamenti è sempre viva, altrimenti queste dinamiche non potrebbero
neanche avere la luce.

Chiudo con un esempio che ho toccato con mano nella mia recente permanenza
in Palestina. Altre nuove colonie, oltre a quelle di cui parla Gadi Algazi,
sono state costruite recentemente. Il popolamento di queste colonie si nutre
di gruppi di persone davvero particolari. Sono quelli che hanno paura di
restare nel nord di Israele, al confine con il Libano. Rissumendo: Israele è
riuscito a torvare nei katiusha una nuova spinta per la creazione di nuove
colonie. Chissà che non abbiano anche il coraggio di chiamarli rifugiati.

A presto

Nicola Perugini

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