I media italiani e il nuovo governo di unità nazionale palestinese.

Ecco come i quotidiani italiani riportano la notizia del voto di fiducia al nuovo governo di unità nazionale palestinese:

www.repubblica.it

Il premier e leader di Hamas, nel presentare il nuovo governo di unità nazionale rivendica la necessità della lotta contro Gerusalemme. E ottiene la fiducia del Parlamento

Haniyeh: "La resistenza è un diritto"
Israele replica: "Adottate il terrorismo"

Ma il presidente Abbas annuncia una strategia diversa: "Diciamo no alla violenza"

GAZA – Il premier (nonché leader di Hamas) Ismail Haniyeh, e il suo governo di unità nazionale, hanno ottenuto oggi la fiducia, con 83 sì e 3 no, da parte del Parlamento palestinese. Col neo primo ministro che ha ancora una volta rivendicato – proprio nel suo discorso pronunciato in Aula – il diritto del suo popolo a ogni forma di lotta contro Israele. E se da Gerusalemme è arrivata subito la risposta – "il governo dell’Anp ‘adotta’ il terrorismo", è l’accusa – il presidente palestinese, Abu Abbas ha dichiarato invece la volontà di rinunciare a ogni forma di violenza.

Le parole di Haniyeh. "Il governo ritiene che la resistenza in tutte le sue forme, compresa la resistenza popolare all’occupazione, sia diritto legittimo del popolo palestinese", ha detto il primo ministro nel discorso di presentazione del nuovo esecutivo di unità nazionale al Consiglio legislativo palestinese. "Il nostro popolo", ha insistito, "ha il diritto di difendersi dalle continue aggressioni israeliane". Il premier designato ha anche chiesto alla comunità internazionale di togliere le sanzioni ai palestinesi.

La replica di Israele. "Queste linee guida politiche – ha spiegato la portavoce del governo di Gerusalemme, Miri Eisin – comprendono, specificamente, la resistenza come strada per arrivare a uno Stato palestinese. La resistenza è terrorismo". Dunque, ha chiarito la portavoce del premier Ehud Olmert, "non intendiamo collaborare con questo governo. Questo governo non riconosce la nostra esistenza, non riconosce i trattati e, cosa più importante, non rinuncia in alcun modo al terrorismo".

Le dichiarazioni di Abbas. Anche se il presidente palestinese (e leader di Fatah) è giunto alla sede del Parlamento mano nella mano con Haniyeh, ha espresso concetti molto diversi. "Rinunciamo ad ogni forma di violenza e guardiamo verso un accordo pacifico attraverso negoziati che speriamo di riprendere", ha detto. E ha aggiunto: "Tendiamo la nostra mano" a Israele per una pace "basata sulla libertà e l’equità e ripetiamo i nostri appelli per metter fine all’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania".

Il voto di fiducia. A favore del governo si sono espressi 83 deputati, mentre i voti contrari sono stati tre. Il Consiglio legislativo però, riunito a Gaza e in teleconferenza a Ramallah, non era al gran completo. Mancavano, tra gli altri, i 41 parlamentari rinchiusi nelle carcere israeliane. Poi, alle 17, il giuramento del governo. Domani dovrebbe tenersi il primo consiglio dei Ministri.

(17 marzo 2007)

Le dichiarazioni del premier palestinese alla presentazione del governo
Haniyeh: «Lecito ogni mezzo per resistenza»
Risposta di Israele: «Ha adottato il terrorismo. Non riconosciamo questo governo». Abbas: «Rinunciamo alla violenza»

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GAZA – Tensione in rialzo tra Israele e Palestina dopo le dichiarazioni del primo ministro palestinese designato Ismail Haniyeh nel discorso programmatico di presentazione del suo governo di unità nazionale che ha ottenuto la fiducia del Consiglio legislativo palestinese. A guidare l’esecutivo sarà il premier uscente Ismail Haniyeh, rappresentante di Hamas, che ha affermato il «diritto legittimo» dei palestinesi a resistere «in tutte le forme, inclusa la resistenza popolare», all’occupazione israeliana. Haniye ha aggiunto che il governo palestinese lavorerà per espandere l’accordo di cessate il fuoco con Israele. Il premier designato ha poi chiesto lo scambio di prigionieri con Israele, così da arrivare alla liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit, catturato al confine con Gaza lo scorso 25 giugno. Haniyeh inoltre ha detto che il nuovo governo ha per obiettivo la creazione di uno Stato palestinese nei territori occupati da Israele durante la guerra del 1967. Non ha quindi rivendicato l’intero territorio israeliano, ma non ha esplicitamente affermato di riconoscere la legittimità dell’esistenza di Israele. Haniyeh ha infine chiesto a Ue, Cina, Russia e ai Paesi dell’America Latina di revocare le sanzioni economiche in atto contro i palestinesi e di premere su Israele perché faccia altrettanto.

ISRAELE – Pronta la risposta del governo israeliano. Miri Eisin, portavoce del premier Ehud Olmert, ha detto che il governo Haniyeh ha in pratica adottato il «terrorismo». Israele, ha continuato Eisin, «non coopererà con questo governo che non riconosce la nostra esistenza, non riconosce i trattati e non rinuncia in alcun modo al terrorismo».
IL PRESIDENTE ABBAS – Prima del discorso di Haniyeh, aveva preso la parola in Parlamento il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas alias Abu Mazen. La sua idea è l’esatto opposto di quella del premier designato Haniyeh. «Rinunciamo a ogni forma di violenza e guardiamo verso un accordo pacifico attraverso negoziati che speriamo di riprendere» ha detto il presidente. «Tendiamo la nostra mano» a Israele per una pace «basata sulla libertà e l’equità e ripetiamo i nostri appelli per metter fine all’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania», ha aggiunto.

(AGI/REUTERS) – Gaza, 17 mar.

17 marzo 2007

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