Il capo della delegazione degli osservatori europei a Rafah, gen. Pistolesi, invita a prolungare l'apertura del valico.

Il generale Pistolesi, capo della delegazione degli osservatori europei al valico di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, ha invitato a prolungare il periodo di lavoro per garantire il l’apertura del valico.

L’accordo sulla gestione del valico di Rafah terminerà il 24 maggio. Pistolesi ha spiegato che gli osservatori europei non si limitano ad aiutare l’Autorità nazionale palestinese a garantire le misure di sicurezza internazionali, ma anche a costruire la fiducia tra le due parti, palestinese e israeliana.

Pistoleri ha aggiunto che a seguito del sequestro del soldato israeliano sono stati effettuati numerosi sforzi per riaprire il valico, dopo che gli israeliani lo avevano chiuso. Tali sforzi hanno portato alla sua riapertura, anche se per pochi giorni alla prima settimana. Il generale italiano ha detto di sperare che possa essere riaperto per sempre.

E ha ringraziato i paesi europei che hanno fornito appoggio morale ed economico per finanziare la delegazione di osservatori nell’anno 2005, e per firmare l’accordo attraverso cui è consentito il transito alle persone dalla e per la Striscia di Gaza, e ha invitato a mandare più sovvenzioni per riattivare l’aeroporto di Gaza, costruire il porto marittio e semplificare il il collegamento tra la Cisgiordania e Gaza.

 

Da parte sua, Salim Abu Safiya, direttore dei passaggi e delle frontiere, ha dichiarato di apprezzare gli sforzi della delegazione europea che ha permesso di riattivare il valico per pochi giorni a settimana dopo la lunga chiusura disposta dalle autorità israeliane a seguito del sequestro del soldato Jilad Shalit.

Abu Safiya ha illustrato ai membri della delegazione parlamentare la necessità di proseguire negli aiuti in questa fase delicata, in particolare nella Striscia di Gaza che è priva di risorse naturali. E ha invitato a tentare di riattivare il valico in modo definitivo evitando che gli israeliani lo considerino uno strumento per punire il popolo palestinese.

Ha poi sottolineato gli sforzi palestinesi per completare la trattativa per lo scambio dei detenuti, confermando la necessità che l’apertura dei passaggi non sia legata al sequestro del soldato israeliano, e ha aggiunto che le autorità palestinesi garantiscono la protezione degli osservatori europei e dei passeggeri.

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