Il Convoglio ‘Hope For Gaza’ in partenza dal porto di Genova.

 

Genova – Infopal. Si è svolta questa mattina la conferenza stampa per il lancio dell'iniziativa “Hope For Gaza Convoy” (il convoglio europeo 'Speranza' diretto nella Striscia di Gaza assediata.

La Carovana, promossa dall''European Campaign to end the siege on Gaza', partirà con una nave cargo dal porto di Genova il 9 maggio diretta ad Alessandria d’Egitto e poi al valico di Rafah e nella Striscia di Gaza. E' composta da 40 automezzi provenienti da tutta Europa (Francia, Germania, Svezia, Austria, Inghilterra, Svizzera, Grecia, Italia, Danimarca, Norvegia, ecc…). Porterà medicinali, stampelle, carrozzelle, lettighe, ambulanze – secondo una lista redatta dal ministro della Sanità di Gaza -, e sarà accompagnata da una delegazione di personalità e parlamentari provenienti da vari paesi europei.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Mohammad Hannoun, rappresentante della European Campaign to end the siege on Gaza, l'on. Fernando Rossi, coordinatore nazionale del Pbc – Per il bene comune – e capo del convoglio, e Marcello Sordo, di “Urgenza sanitaria a Gaza”.

“Appena iniziato l'embargo contro Gaza –  ha spiegato Hannoun – ci siamo mossi per aiutare la popolazione e per rompere l'assedio. La gente non ce la fa più, ma la comunità internazionale tace. Abbiamo organizzato numerosi eventi e delegazioni per spezzare il blocco che affama un milione e mezzo di persone. Ora abbiamo allestito questa carovana che tenterà di entrare nella Striscia attraverso il valico di Rafah per portare solidarietà concreta”.

“La situazione a Gaza è disastrosa – ha dichiarato Rossi – e la vita è difficile, soprattutto dopo i ventidue giorni di genocidio israeliano. Durante la recente guerra contro la Striscia, Israele ha tentato di distruggere Hamas e di dividere il popolo palestinese, ma ha fallito. Anzi, ha ricompattato la popolazione, che ora è ancora più unita di prima.

A Gaza mancano i farmaci e la strumentazione sanitaria per curare i malati e i feriti provocati dalle armi di distruzione di massa usate da Israele.

Speriamo che l'Egitto, che controlla il valico di Rafah, ci lasci entrare per portare alla gente segni tangibili di solidarietà”.

“Sono appena tornato da Gaza – ha raccontato Sordo -, dove ho passato due mesi a lavorare come infermiere presso l'ospedale al-Awda. La Striscia è isolata dal mondo: il silenzio mediatico internazionale rende impossibile la circolazione di informazioni sulla situazione nella Striscia.

Durante la guerra contro Gaza, c'è stato un accanimento sulla popolazione civile che ha provocato morti, feriti e enorme distruzione, e colonne di profughi.

Voglio sottolineare l'importanza vitale dei tunnel: attraverso di essi entrano prodotti di prima necessità, senza i quali la popolazione non potrebbe sopravvivere. Tuttavia, Israele continua a bombardarli e a bombardare le coste della Striscia e le imbarcazioni dei poveri pescatori, violando leggi internazionali e diritto umanitario”.

La conferenza stampa sarà visibile in serata su www.mogulus.com/perilbenecomune

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