Il portavoce di Fatah attacca la posizione di Hamas e presenta il sostegno di Fatah al documento dei prigionieri e al referendum.

Da www.maanews.net.

Il portavoce di Fatah nella West Bank, Jamal Nazzal, ha dichiarato che Abbas prenderà presto un’importante decisione "attraverso cui dirà al mondo che questa situazione non può continuare e che per i palestinesi deve essere raggiunto un nuovo modo di vivere".

Nazzal ha affermato che non sono in questione nuove elezioni – presidenziali o parlamentari – ma che deve essere trovata una strada per garantire una vita dignitosa ai palestinesi e che i dipendenti pubblici possano ricevere gli stipendi.

Nazzal non attribuisce la responsabilità di questa crisi al governo ma sostiene che sia compito dell’esecutivo, comunque, riuscire ad uscirne. "Da qui – ha aggiunto – proviene l’importanza del referendum, e questa è una questione democratica".

In risposta alle affermazioni del portavoce del Consiglio nazionale palestinese, Aziz Ad-Dwaik, che aveva sottolineato che un referendum non dovrebbe essere indetto mentre la gente sta morendo di fame, Nazzal ha dichiarato: "Il governo ha preso la decisione di far pazientare il popolo; noi diciamo al popolo che non può essere paziente quando sta morendo di fame. Ecco perché vogliamo indire il referendum. Vogliamo chiedere al nostro popolo: volete continuare sulla strada della fame o volete una vita migliore?"

"Ci sono diversi punti di vista in Hamas e questo è buono. Noi non vogliamo strumentalizzare queste differenze all’interno di Hamas. Sappiamo che esistono quattro differenti posizioni: una nella West Bank, un’altra nella Striscia di Gaza, una terza nelle prigioni e una quarta fuori della Palestina. Noi speriamo che raggiungano un accordo al loro interno. Comunque, voglio dire che tutte le fazioni palestinesi sostengono il documento dei prigionieri, eccetto Hamas, che rigetta anche gli accordi di Oslo, il documento di indipendenza, le iniziative private e la partecipazione di chiunque al governo".

Nazzal ha sottolineato che gli obiettivi di Fatah e dell’Olp, come quelli della maggioranza del popolo palestinese, sono la costruzione di uno stato palestinese democratico, mentre "Hamas vuole uno stato costruito solo sul 3% della terra palestinese e riufiuta quello entro il confini del 1967 con Gerusalemme come capitale". E ha aggiunto: "Hamas è la responsabile, non il governo. Hamas è l’ostacolo".

Per ciò che riguarda il documento dei prigionieri, ha affermato che "tutto è negoziabile, a dispetto del fatto che il documento è stato scritto in accordo con ciò che è possibile adesso, mentre Israele sta tentando di imporre ai palestinesi il ‘fatto compiuto’. Abbiamo bisogno che il governo presenti un piano accettabile che possa frustrare i progetti unilaterali di disimpegno israeliani e che possa condurre alla pace. Consideriamo il documento dei prigionieri un manifesto politico".

Nazzal ha aggiunto che "nessuno sta premendo affinché Hamas riconosca Israele. Noi di Fatah non lo abbiamo riconosciuto; è l’Olp che l’ha fatto e ha siglato accordi con lui.  Se Hamas vuole liberarsi di Israele, noi di Fatah non lo vogliamo. Vogliamo uno stato entro i confini del 1967. Il mondo intero deve sapere che noi vogliamo uno stato all’interno dei confini del 1967. Noi, nelle fazioni palestinesi, stiamo cercando di avvicinarci a Hamas, ma Hamas insiste nel voler mantenere le distanze. Non hanno fatto neanche un passo nella nostra direzione".

"Israele non cerca la pace – ha concluso, ma questo non significa che i palestinesi devono bloccare i tentativi. Noi sappiamo che Israele non vuole la pace – ha frustrato 17 tregue ed è interessata a mantenere la tensione e la violenza. Ma ciò che è strano è che sia Israele sia Hamas stanno rifiutando le basi per uno stato palestinese".

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