Il presidente della Knesset: non accetteremo uno stato palestinese indipendente

Um al-Fahem – Infopal. Parole pesanti del presidente del parlamento israeliano Reuvin Rivlin, membro del Likud, durante la sua visita alla città israeliana di Um al-Fahem. Rivlin ha infatti dichiarato alla stampa di non considerare l’Anp un partner valido con cui sostenere un dialogo, e che Israele non potrà convivere con uno stato palestinese sovrano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. “Le aggressioni della Resistenza palestinese di Gaza contro Israele, che proseguono nonostante il ritiro israeliano”, confermerebbero “la pericolosità della nascita di un’entità statale amministrata dai palestinesi”.

Il presidente della Knesset ha proseguito dicendo: “Uno stato indipendente significa minaccia reale, ovvero il lancio di missili al-Qassam da Jenin contro le città israeliane vicine”, e ha aggiunto che, dall’altra parte, l’Anp “non è in grado di prendere decisioni”. 

No alla soluzione dei due stati. Secondo Rivlin, avvocato, un legale non può svolgere trattative con un altro “su una casa che il secondo non ha il potere di vendere o acquistare”. Allo stesso modo, “‘Abbas non riesce a esercitare alcun potere sul suo popolo ed è presidente solo sulla carta, mentre chi comanda realmente è Isma‘il Haniyah”.

Per quanto riguarda le trattative con i palestinesi volte a “riconoscere l’ebraicità d’Israele con capitale Gerusalemme”, il politico israeliano ha spiegato che “il mondo ci ha sempre visti come uno stato ebraico: ciò fu già dichiarato dallo storico presidente americano Harry Truman. Tuttavia, questo non significa espellere i cittadini arabi”.

Ha poi considerato la proposta di “pace economica” del primo ministro Benjamin Netanyahu “un buon inizio” per i rapporti fra i due popoli: il beneficio che otterrebbero dallo sviluppo economico li renderebbe infatti “meno propensi al conflitto, perché entrambi ci perderebbero in caso di guerra, e sarebbero invece interessati a mantenere l’equilibrio. Per questo è necessario tentare di porre le basi per la pace, migliorando le condizioni dei palestinesi”.

E a chi gli domanda perché ignori il rifiuto opposto dalla comunità internazionale all’occupazione israeliana, Rivlin risponde che “non esiste alcuna occupazione”, e che sono stati “i terroristi, con le loro aggressioni, a riportare l’esercito d’occupazione a Gaza e in Cisgiordania dopo il suo ritiro”. 

La visita alla città di Um al-Fahem è la prima di Rivlin da presidente della Knesset, a circa un mese dalla visita provocatoria degli estremisti ebrei nello stesso luogo.

Rivlin ha visitato le associazioni della città e ha incontrato il sindaco Shaykh Khaled Hamdan, al quale ha dichiarato di non essere giunto a causa dei disordini avvenuti recentemente nella città, ma di essere in visita ad Um al-Fahem come in una normale città israeliana, per confermare che “arabi ed ebrei possono convivere di comune accordo”.

Il presidente del parlamento ha così sostenuto l’uguaglianza tra i palestinesi dei territori occupati nel ‘48 e gli altri cittadini d’Israele all’interno di uno stato ebraico democratico, chiarendo che ai primi “non è richiesto di aderire in modo incondizionato ai simboli autentici d’Israele, come ad esempio l’inno nazionale, pieno di contenuti sionisti”.

 

 

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