Israele più vicino all’Unione?

da www.ilmanifesto.it del 17 giugno
COOPERAZIONE
Israele più vicino all’Unione? «Sì, ma…»
I ministri strigliano Tel Aviv: stop all’allargamento delle colonie in Palestina
Michele Giorgio

La pace non è possibile con le colonie ebraiche che continuano a crescere a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. A dirlo a Israele due giorni fa, senza alzare la voce, era stata il Segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, e a ripeterlo, con tono più fermo, è stata ieri l’Unione europea. Un segnale significativo, anche se nessuno prevede effetti a lungo termine nelle relazioni tra l’Ue e lo Stato ebraico: sul rafforzamento dei rapporti con Israele i Ventisette sono d’accordo ma vogliono che le trattative funzionino.
A lanciare questo messaggio è stato il commissario europeo alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, ieri a Lussemburgo per partecipare al Consiglio che riunisce i ministri degli esteri dell’Ue. «L’espansione delle colonie ebraiche è una seria minaccia sia al processo di pace, sia alla possibilità di un futuro stato palestinese», ha insistito Ferrero-Waldner, sottolineando però che «non vi è una condizionalità diretta» tra questa situazione e un rafforzamento delle relazioni con Israele.
Un paio di settimane fa una delegazione di europarlamentari, guidata dalla socialista belga Veronique De Keyser, al termine di una visita nei Territori occupati, aveva criticato «le incursioni militari israeliane» e sottolineato che il miglioramento dell’economia palestinese passa per la libertà di movimento di persone e merci. Aveva infine «osservato» un’espansione considerevole degli insediamenti colonici «incompatibile con gli obiettivi disposti ad Annapolis». Ma ad incidere sulla posizione europea è stata probabilmente la lettera del premier palestinese Salam Fayyad che ha chiesto all’Ue di condizionare l’allargamento delle relazioni con Israele alla fine delle politiche di occupazione, scatenando l’ira del governo di Ehud Olmert. Ora Israele minimizza, ma ha accusato il colpo.
L’allargamento delle relazioni con l’Ue è importante perché prevede incontri ministeriali più frequenti e un rafforzamento della cooperazione in ambiti come l’economia, il commercio, la ricerca e la giustizia.
Non è escluso che l’atteggiamento europeo sia dettato dalla necessità di creare un clima favorevole al Vertice dell’Unione Mediterranea, previsto a Parigi il 13 luglio, al quale prenderà parte anche Olmert. Una presenza non gradita a diversi leader arabi che minacciano di rinunciare alla «partnership rafforzata».

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