Israele si appoggerà a un sistema di difesa missilistico straniero.

Tel Aviv – Infopal

Alcuni servizi giornalistici hanno riferito che Israele sta pensando di appoggiarsi a un sistema di difesa missilistico straniero, finché non verrà completato quello locale. Questa decisione è stata presa a seguito dell’aumento del lancio dei missili della resistenza palestinese.

Il ministero della difesa israeliano Ehud Barak pensa al sistema “Irn Dom”, un apparecchio che verrà prodotto dall’industria bellica del governo israeliano, che contro i missili di corta gettata lanciati dagli attivisti palestinesi dalla Striscia di Gaza.

Tuttavia, non sarà possibile l’utilizzo di questo sistema prima del 2010: molti israeliani considerano questa attesa notevole vista la crescita della violenza sulla frontiera di Gaza.

Ciò potrà avere effetti sulle trattative israeliane con il presidente palestinese Mahmud Abbas. È possibile che Barak insista sul fatto che qualsiasi accordo per consegnare la Cisgiordania ad Abbas debba essere condizionato dal dispiegamento del sistema di difesa missilistico.
I capi della difesa hanno riferito che a causa delle pressioni per ridurre il divario temporale, Barak ha iniziato a studiare un’alternativa che Israele aveva rifiutato in precedenza, cioè importare un sistema dall’estero.

Uno dei sistemi possibili è “Nautilus” prodotto israeliano-americano che utilizza il laser per far esplodere i missili; in alternativa, un cannone meccanico di produzione americana “Rython” che distrugge qualsiasi bomba in arrivo.

Secondo l’esperto di sicurezza  Robin Bidastur il motivo per cui non era stata cercata l’alternativa al sistema “Irn Dom” è il tentativo del ministero della difesa di trovare “accordi di export con altri stati stranieri” che avrebbe permesso ampi guadagni attraverso la sua commercializzazione, una volta migliorata la potenza.

Normalmente i missili di corta gittata che partono da Gaza rimangono nello spazio meno di dieci secondi: un tempo ridotto che rende difficile affrontarli anche per i sistemi più avanzati.

Fonti dal ministero della difesa hanno fatto sapere che l’esercito potrebbe creare “zone di separazione” nella Striscia di Gaza per costringere le fazioni palestinesi a lanciare i missili da aree più distanti dalla frontiera, aumentando così il tempo di sospensione nello spazio aereo.

La settimana scorsa, Israele ha testato un missile che può colpire razzi palestinesi di corta gittata. Gli esperimenti sono stati trasmessi dal canale 10 della tv di Israele.

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