La denuncia del Pchr: donna uccisa a Jabaliya per l’onore della famiglia.

 

PCHR
Palestinian Centre for Human Rights LTD

Giovedì scorso, nel campo profughi di Jabaliyya, una donna, la 27enne Fadia Jawdat an-Najjar, è stata uccisa dichiaratamente “per mantenere l’onore della famiglia”.

Secondo fonti di polizia, alle 9.30 circa di venerdì mattina Jawdat an-Najjar, padre della ragazza, si sarebbe presentato spontaneamente alla stazione di Jabaliya ed avrebbe confessato di aver ucciso sua figlia Fadia dentro casa, la sera precedente. In base alle sue stesse parole, Jawdat avrebbe sorpreso la ragazza mentre parlava al cellulare con qualcuno, in quella che gli sarebbe parsa una relazione illegittima.

Appena ricevuta la sua confessione, la polizia si è recata sulla scena del delitto e ha esaminato il corpo della vittima, rinvenendo segni di torture. Il cadavere è quindi stato trasferito all’ospedale Kamal ‘Edwan, a Bayt Lahia, e da lì al dipartimento di medicina legale dell’ospedale Shifa, a Gaza.

Fonti mediche hanno confermato la presenza di segni di tortura su tutto il corpo della ragazza, in aggiunta a una frattura nel cranio causata da una catena di ferro, che il padre avrebbe usato per picchiarla.

Secondo i dati del Centro palestinese per i diritti umani, il numero di persone uccise “per mantenere l’onore della famiglia” dall’inizio del 2009 è già salito a 9 (6 donne, 2 uomini e un bambino), per un totale di 7 episodi di violenza omicida. Uno di questi si è verificato in Cisgiordania, tutti gli altri nella Striscia di Gaza, come quello che ha visto la morte di Fadia.

Il Centro condanna dunque quest’ultima tragedia, e inoltre:

1)      Esprime preoccupazione per la frequenza con la quale, nei Territori Palestinesi occupati, delle donne sono vittime di omicidi commessi con il pretesto di “mantenere il buon nome del gruppo familiare”. Una simile frequenza potrebbe essere dovuta alla relativa impunità garantita agli assassini, che vengono spesso condannati a meno di 3 anni di carcere (i quali si traducono poi effettivamente in soli 24 mesi di reclusione)

2)      Chiede che siano stabilite delle pene deterrenti ed appropriate per i delitti “d’onore”. Questi vanno affrontati alla stessa maniera di altri tipi di omicidio premeditato, prendendo in considerazione gli standard umanitari internazionali. Molti assassini utilizzano il pretesto della salvaguardia dell’onore della famiglia come giustifica per i loro reati, in modo da beneficiare di sentenze meno severe.

Public Document

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For more information please call PCHR office in Gaza, Gaza Strip, on +972 8 2824776 – 2825893

PCHR, 29 Omer El Mukhtar St., El Remal, PO Box 1328 Gaza, Gaza Strip. E-mail: pchr@pchrgaza.org, Webpage http://www.pchrgaza.org

 

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