Le Brigate al-Quds hanno rivendicato la responsabilità dell'attentato kamikaze di Tel Aviv. L'attentatore è un ragazzo.

Un esponente del comando delle Brigate al-Quds, l’ala militare del Jihad islamico, ha reso noto che Samy Mohammad Hamad, di 20 anni, della città di Jenin, ha eseguito l’operazione kamikaze alla stazione degli autobus di Tel Aviv, che ha ucciso 8 israeliani e ne ha feriti oltre 50.

L’ala armata ha dichiarato che l’attacco è una rappresaglia alle continue uccisioni di palestinesi da parte delle forze di occupazione israeliane.
Hamas, da parte sua, ha dichiarato che l’operazione suicida è una "risposta naturale alle aggressioni ininterrotte delle forze di occupazione israeliane".
"Abbiamo sempre ribadito il diritto del popolo palestinese  – ha affermato Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas nella Striscia di Gaza – a difendere se stesso dalle aggressioni israeliane".

La leadership politica del Jihad islamico ha rivendicato l’operazione e ha lodato il kamikaze.
Saeb Erikat, capo negoziatore dell’Olp, ha invece condannato l’attentato per conto del presidente Mahmoud Abbas: "Su incarico del presidente, condanno l’operazione e sollecito tutte le fazioni della resistenza palestinese ad astenersi da azioni nocive per gli interessi nazionali".

Anche oggi le forze di occupazione israeliane hanno bombardato le aree abitate della Striscia di Gaza. 

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