Leader musulmani e cristiani diramano comunicato congiunto contro accuse statunitensi: siamo un popolo unito e solidale.

I tamburi della propaganda statunitense-israeliana suonano senza sosta per creare altri conflitti e tensioni. I due paesi, grandi esportatori di guerre, ci sanno fare: hanno a disposizione servizi più o meno segreti, polizie più o meno parallele, sobillatori e aizzatori di zizzanie, provocatori, spie, amplificatori veicolati dai mezzi di informazione che fanno impallidire la vecchia propaganda sovietica… In Iraq, la strategia di romana memoria del "divide et impera" ha funzionato, così come in altri luoghi del mondo. In Palestina, no. 

I tanti tentativi "esterni" di creare conflitti interni, gli squadroni della morte, e altre amenità – sperimentate in America Latina con gran successo -, qui fanno più casino che altro. Il popolo palestinese, almeno per il momento, si mostra compatto, alla faccia dei tanti "seminator di discordie"…

Da www.maannews.net

Il capo del Consiglio Supremo della Giustizia Legislativa, Sheikh Taysir At-Tamimi, e il portavoce della Chiesa Ortodossa in Gerusalemme e della Terra Santa, l’Arcivescovo Atallah Hanna, hanno fermamente denunciato le dichiarazioni del membro del parlamento degli Stati Uniti, Michael Makol, secondo cui i palestinesi cristiani sono preseguitati dall’ANP -Autorità nazionale palestinese.
In una dichiarazione, Sheikh At-Tamimi e Hanna hanno dichirato che queste accuse sono programmate per creare divisioni nel popolo palestinese nel tentativo di indebolirlo. E hanno aggiunto che esiste un forte rapporto di coesistenza tra musulmani e cristiani palestinesi e che la loro solidarietà, tolleranza e comprensione è diventata un esempio e una fonte di ispirazione per tutti gli altri popoli.

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