Lettera a Valentino Parlato.

Riceviamo e pubblichiamo.
Ciao Infopal,
 
sono da molto tempo iscritto alla mailing list del sito sionista MidEastWeb.org. Da attivista della causa palestinese trovo molto utile sapere quello che la controparte pensa, ed in particolare leggo regolarmente e con attenzione gli interventi di Ami Isseroff, un acuto, informato ed intelligente analista israeliano.
 
Va da sé, data la fonte, che la visione di Isseroff è totalmente chiusa all’interno della visione sionista, che fa risalire le cause del conflitto all’"ostinazione" arabo-palestinese, nel 47, nel rifiutare una partizione dei territori della Palestina storica. Ciò non di meno, Isseroff è particolarmente attento al tema di una possibile soluzione negoziale del conflitto, e di frequente appare assai critico verso la gestione dell’occupazione da parte di Tel Aviv, in particolare per quanto riguarda il sopruso continuo degli insediamenti.
 
Faccio questo preambolo per dire che conosco piuttosto bene cosa sia una valida difesa delle ragioni d’Israele, al di là del fatto che queste ragioni, per chi conosca la storia del conflitto, sono in realtà dei torti. Ed è perché conosco cosa sia una buona difesa delle ragioni di Israele che, un paio di settimane fa, trovai oziose e dozzinali le argomentazioni di Valentino Parlato contro il boicottaggio della Fiera Internazionale del Libro di Torino. Ricordo di essermi chiesto se Valentino Parlato, al di là della retorica e della propaganda che ripete pappagallescamente, abbia mai avuto un interesse reale per il conflitto arabo-israeliano. Di sicuro non dà l’impressione di essere una persona informata.
 
Leggo oggi su Repubblica che nelle stesse ore in cui l’American Jewish Committee cerca di tirare per la giacchetta il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (già noto per l’equiparazione di antisionismo ed antisemititmo) per fargli prendere posizione contro il boicottaggio della Fiera del Libro, un altro appello a firma di intellettuali italiani come Peppino Caldarola, Khaled Fuad Allam, e Arturo Diaconale, fa esattamente LA STESSA RICHIESTA al capo dello stato. Tra i firmatari di questo secondo appello, deplorevolmente, appare Valentino Parlato.
 
Dato che dubito che in due settimane abbia potuto colmare la sua ignoranza sull’argomento, direi che in questa questione Parlato stia manifestando assai più l’ansia di prendere posizione a favore di una parte, che di capire le ragioni che conducono a misure estreme come il boicottaggio di tutte le vetrine internazionali del governo israeliano. In questo caso, almeno, starebbe zitto, se proprio non è convito.
 
La verità è che la parte che Valentino Parlato ha scelto è Israele, e Israele è CONTRO il popolo palestinese, perché sta OPPRIMENDO il popolo palestinese. A meno che non arrivi una rettifica alla notizia pubblicata a pagina 9 della Repubblica di oggi, che menziona Valentino Parlato tra i firmatari dell’appello, dichiaro che, personalmente, non sono più disposto a concedergli l’attenuante dell’ignoranza. Da oggi per me Parlato è complice delle violazioni dei diritti umani e nazionali da parte di Israele contro il popolo palestinese.
 
Vi saluto
Gianluca Bifolchi
 

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