Lettera al presidente Napolitano.

Riceviamo e pubblichiamo.

Illustre signor Presidente,

abbiamo appreso che Ella sarà presente all’inaugurazione della Fiera Internazionale del Libro di Torino e ai festeggiamenti del 60° anno di fondazione dello Stato di Israele.

Signor Presidente, siamo ormai abituati a gesti e dichiarazioni clamorose, non solo da parte Sua, ma da tutta la dirigenza politica di questo paese, che in tema di Medioriente è appiattita, senza alcuna differenza sostanziale tra sinistra e destra.

Tutti decantano la presunta democrazia israeliana, Ella come capofila. Non vorremmo qui entrare nei particolari, ma vogliamo soltanto rilevare che Ella è sordo e muto di fronte alle atrocità che questo stato ha commesso in passato e continua a commettere oggi nei confronti del Popolo Palestinese.

Vi accingete a celebrare la nascita di uno stato colonialista che per far posto ai milioni di ebrei ivi immigrati non ha esitato nel 1948, a cacciare manu militari 850.000 palestinesi, ricorrendo a forme di terrorismo che dovrebbero ricordarLe i nemici contro i quali si è battuto in passato.

Le rammentiamo questo triste primato perché ci sembra che Ella lo abbia rimosso. Primato perché non ci viene in mente nessun’altra popolazione al mondo che abbia patito la repressione ed abbia finito per usare la medesima oppressione come prassi quotidiana contro altri, tranne il caso di Israele.

La Nakba del ’48 continua anche in questi giorni, persino nel momento in cui scriviamo. Ma a chi importa? Sono indegne le accuse e le diffamazioni che, non appena capita qualcosa ad un israeliano (bambino, giovane, donna o anziano che sia) fioccano da tutte le parti contro i palestinesi, da parte della politica e dei mass-media. Per contro, muoiono decine di palestinesi senza che compaia una notizia, una sola parola di condanna…niente. Ella tace e questa è faziosità.

Israele bombarda provocando distruzioni e devastazioni ma non succede niente, nessuna reazione. Per contro, un razzo rudimentale che viene sparato da parte palestinese provoca, non solo da parte dell’aviazione e artiglieria israeliane, reazioni infernali e commenti spietati, anche questa è faziosità.

Non avete rispetto delle tante sofferenze dei palestinesi e questa è insensibilità.

Quasi ogni uomo palestinese, signor Presidente, ha conosciuto le prigioni e le torture israeliane, reo di essere nato palestinese e di opporsi all’occupazione, ma Ella non ha speso una parola per porre fine a questa ingiustizia. Per contro, non appena viene catturato un soldato israeliano, Ella legittima qualsiasi reazione dello stato sionista, non importa quanto criminale essa sia; questo è settarismo.

Il Popolo Palestinese vive nei campi di raccolta, tutto il popolo, persino i palestinesi cittadini di Israele, campi profughi o campi/prigioni a cielo aperto, bantustan e ghetti, molti persino recintati o circondati da mura, ma su questo Ella e tutta la classe politica non avete mai protestato.

In nome della sicurezza dell’entità sionista (ma di quale sicurezza parliamo, considerando che Israele ha il terzo o quarto esercito più potente al mondo?) avete disatteso la sentenza del Tribunale dell’Aja, avete difeso il muro dell’apartheid. Questo si chiama sopruso e sostegno aperto all’illegalità.

Avete inventato l’equazione antisionismo= antisemitismo e avete tacitato con infanti accuse chiunque osasse criticare Israele. Questo si chiama abuso calunnioso.

Ella vuole essere presente a Torino per festeggiare lo Stato di Israele, il quale, oltre tutto, è uno stato illegale alle luce delle stesse risoluzioni ONU che lo hanno creato e sancito (risoluzioni n. 181 e  273); ma ha dimenticato che lo stato palestinese attende la costituzione da 60 anni. Neanche su questo è credibile, Ella che dichiara di essere amante della pace. La Sua è una pace a senso unico, è la pace per il più forte. Questa si chiama prevaricazione.

Infine signor Presidente, Ella critica fortemente chiunque si opponga all’invito di Israele alla Fiera Internazionale del Libro. Ma Israele opera la censura e oscura il dissenso, perseguita chiunque osi criticarlo. Israele elimina fisicamente gli intellettuali e gli scrittori palestinesi (l’elenco è interminabile, non lo rammenta, signor Presidente?!), ma questo per Lei è normale, è lecito.

L’invito alla partecipazione al salone del libro non include e non riguarda gli scrittori e gli intellettuali palestinesi cittadini di Israele, solo perché sono arabi e palestinesi (malgrado la loro cittadinanza). Questa è discriminazione e razzismo.

Alla luce di tutto questo, signor Presidente, La invitiamo, visto che non sarà in grado di fare un intervento equilibrato o, come dice D’Alema, equidistante, a non ingerire.

Siamo costernati e ci sentiamo offesi, come palestinesi e come italiani solidali con la giusta causa del popolo palestinese, dalle Sue parole, commenti e posizione riguardo al conflitto mediorientale. Tale posizione sfiora il razzismo.

Perciò, signor Presidente, la invitiamo caldamente a tenerSi lontano dalla Fiera del libro di Torino, Ella è di parte, irrazionalmente di parte.

 

18 febbraio ’08       

                                                           Comitato Ricordare la Nakba

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