Mai dire mai: la destra e Israele.

Mai dire mai

da http://www.islam-online.it/basile.htm

di Francesca Basile

Mai dire mai. Ovvero mai dire di quest’acqua non ne bevo. Perché a volte nella vita capita di dover tornare sui propri passi o quantomeno di rivedere le proprie posizioni: e se uno ha appena un briciolo di onestà intellettuale (lasciamo perdere l’etica che è roba per pochi) non può far finta di niente.

Questo è il motivo per cui io ora sono qui (chi l’avrebbe mai detto!) ad esprimere tutta la mia sentita e profonda solidarietà a Fiamma Nirenstein, vergognosamente presa di mira per la sua scelta di candidarsi nel PdL.

Alla povera Fiamma, editorialista e inviato dal Medio Oriente per il quotidiano “Il Giornale”, gliene hanno dette di tutti i colori. E io questo non lo capisco proprio: perché dove mai la Nirenstein avrebbe potuto candidarsi se non nel PdL?

È vero che in giro c’è ancora qualche sprovveduto (a esser buoni) che crede davvero che la destra italiana sia nazifasciorazzista: ma se appena appena, in nome di quell’onestà intellettuale di cui sopra, si va a guardare come stanno le cose, si vede che la realtà è ben diversa.

Prendiamo Forza Italia: da lì proviene Silvio Berlusconi, quello che all’indomani dell’11 settembre 2001 dichiarò pubblicamente qualcosa come «non so dove andrà l’America adesso, ma so che noi saremo al suo fianco»; quello che il 10 novembre 2001 si rivolse alla folla di Piazza del Popolo salutandola con un «amici dell’Italia e degli Stati Uniti»; quello che nel discorso al Congresso americano del 1° marzo 2006 dichiarò che sarebbe stato «sempre grato agli Stati Uniti di avere salvato [l’Italia] dal fascismo e dal nazismo». Uno così non può che essere amico sincero di Fiamma Nirenstein.

E Alleanza Nazionale? Il suo leader Gianfranco Fini dopo aver definito il fascismo il Male assoluto ha più volte reso omaggio allo Stato d’Israele; e proprio pochi giorni fa, il 7 marzo, ha dichiarato testualmente che «La reazione alla strage terrorista alla scuola rabbinica di Gerusalemme non può limitarsi alle sacrosante parole di condanna e ai doverosi auspici di pace […] Occorre sia accompagnata da una duplice consapevolezza. La prima: ci sono Stati che non combattono il terrorismo come dimostra l’atteggiamento libico all’Onu. La seconda: Israele ha il diritto di difendersi colpendo le centrali del terrorismo ovunque esse si trovino». Fiammetta non avrebbe potuto esprimersi con maggior incisività, ammettiamolo.

Il meglio però sembra offrirlo la Destra di Storace e madamin Garnero in Santanché. Cominciamo con Roberto Salerno, ex AN e ora segretario piemontese della Destra. Lui sì che merita una menzione d’onore: nell’estate del 2006, in un’intervista raccolta dal quotidiano torinese “La Stampa”, si dichiarò pronto a partire volontario per combattere al fianco di Israele contro l’Iran: «L’ho scritto ad Olmert in una lettera: in caso di guerra con l’Iran ho dato la mia disponibilità ad essere arruolato tra i riservisti […] Ho offerto a Olmert il mio modesto contributo perché considero Israele l’unica vera democrazia presente in Medio Oriente […]  Israele è l’unico Paese ad arginare la marea dell’integralismo islamico e di un fanatismo antioccidentale che tende a travolgere ogni cosa». Questo quando era in AN, dicevamo. Ma anche adesso che sta con Storace non scherza — appena il mese scorso le agenzie di stampa riportavano quanto segue: «Torino, 7 feb. – (Adnkronos) – “Sincera e totale solidarietà per le indegne polemiche e gli attacchi politici che Israele ha subito per invito alla Fiera del Libro di Torino”. La esprime in una lettera inviata all’ambasciatore Gideon Meir il segretario piemontese de ‘La Destra’, Roberto Salerno che aggiunge: “Siamo e saremo a fianco dell’unica vera democrazia esistente nell’intero Medio Oriente che da anni resiste agli attacchi feroci e distruttivi di tutto il fondamentalismo islamico mondiale”». Vi pare che Fiamma Nirenstein avrebbe potuto restare indifferente a tanta generosità 

E non finisce qui: perché adesso, nella Destra, Fiammetta può contare anche sulla straordinaria presenza di Daniela Garnero in Santanché, ex AN pure lei, che dichiara velleità da capopopolo e s’inventa un piglio barricadiero che neanche all’Actor’s Studio potrebbero imitarlo meglio: già nel novembre 2006, sul “Giornale”, la Garnero reclamava il riconoscimento «dell’unicità dell’olocausto e dello Stato d’Israele». E nel novembre 2001, in occasione del memorabile “America Day” organizzato da Giulianone Ferrara, sfilava travestita da texana d.o.c. con tanto di cappellaccio da cow-boy strillando “siamo tutti americani!”. (Chissà se lo sanno o se lo ricordano i ragazzotti di Romagnoli che si definiscono orgogliosamente “fascisti” e che adesso sono lì a scodinzolare dietro alla Calamity Jane de noantri: se vinceranno vorranno ancora un’Italia senza NATO e una NATO senza Italia? E parleranno ancora della Palestina o riconosceranno che Israele è davvero l’unica democrazia in Medio Oriente?). 

Insomma diciamolo: Fiamma Nirenstein non avrebbe potuto trovare miglior accoglienza e più sinceri sodali. Attaccarla per la sua candidatura è proprio una cattiveria gratuita: perché oggi in Italia l’unico vero referente a cui Israele e Stati Uniti (continuiamo per comodità a considerarli come entità separate) possono guardare con fiducia sta a destra. Anzi, a Destra. E lì la Nirenstein farebbe ancora miglior figura, col nome che si ritrova. Auguri, Fiammetta.

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