Morire di parto ai checkpoint israeliani: la denuncia del ministero della Salute palestinese.

Da un report diffuso dal ministero della Salute palestinese emerge che a molte donne incinte viene spesso impedito dai militari israeliani di raggiungere gli ospedali e ricevere le cure mediche appropriate. Ciò causa molti aborti, parti di bambini morti e la morte stessa di alcune partorienti.

Dall’inizio della seconda Intifada, nel settembre del 2000, 68 donne incinte hanno partorito ai checkpoint israeliani: 4 sono morte e 34 hanno abortito.

Rami Abu Shaaban, del Centro informazioni del ministero della Salute, ha spiegato che la percentuale di tempo che i palestinesi passano in attesa ai checkpoint e ai valichi di frontiera è aumentato drammaticamente negli ultimi cinque anni.

"Il 10% delle donne che desiderano partorire nei centri medici – ha sottolineato Abu Shaaban – deve passare ore sulla strada prima di raggiungere un ospedale, mentre il 6% ne passa più di 4. Il tempo normale, prima dell’Intifada, erano 15-30 minuti".

Muna Al-Astal ha passato 19 giorni al valico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto, prima di partorire dentro il terminal.

Ha raccontato di essere stata tra i tanti palestinesi che stavano attraversando il valico quando questo è stato chiuso dagli israeliani per ragioni di sicurezza, e lei e gli altri sono rimasti imprigionati dentro il terminal.

Sembra che le autorità egiziane non li lascino tornare indietro in Egitto una volta che i loro passaporti hanno ricevuto il timbro di uscita, e le autorità palestinesi non li lasciano entrare a Gaza se il valico di confine è stato chiuso.

Queste persone sopravvivono con il cibo e l’acqua che riescono a comprare e con ciò che viene loro dato dal Red Crescent egiziano. Se hanno bisogno di cure mediche urgenti, sono portati in ospedale in Egitto, ma una volta ristabiliti, sono riconsegnati al valico.

"Ero andata a fare visita ai miei parenti in Egitto  – ha raccontato la Al-Astal – e tornando indietro verso Gaza, il valico è stato chiuso dagli israeliani. Dovevo partorire. Sono entrata in travaglio per diverse ore senza che nessuno mi aiutasse. Finalmente è arrivata un’ambulanza per portarmi all’ospedale di Al-Arish, nel Sinai, ma ho partorito durante il trasporto".

"Ho chiamato mia figlia Ma’abar, valico, per collegarla alla sofferenza e alla durezza a cui entrambe siamo state sottoposte al terminal di Rafah".

Secondo quanto rivelato dal report del ministero della Salute, attualmente ci sono 117.600 donne incinte nei Territori palestinesi. Questo dato comprende 17.640 con gravidanze difficili dovute alla mancanza di cure prenatali.

"L’inadeguatezza delle cure mediche durante la gravidanza è la terza causa di morte tra le donne palestinesi nel periodo di pre e post-partum", ha spiegato Abu Shaaban.

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