Mubarak: ‘La nostra priorità resta l’Egitto’, e il muro d’acciaio va avanti…

Il Cairo – Infopal. Il presidente egiziano Hosni Mubarak conferma il suo impegno nella costruzione del muro d'acciaio lungo il confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza, considerandolo “un atto di sovranità”.

Egli afferma, infatti: “Proseguiamo nel completamento delle strutture di fortificazioni sulla nostra frontiera, non per far piacere a qualcuno, ma per proteggere la nostra sicurezza nazionale dalle penetrazioni che conosciamo, e da atti terroristici, come quelli di Taba, Sharm al-Shaikh, Dhahab e il Cairo, che hanno colpito la sicurezza dell'Egitto, la vita e il sostentamento dei suoi abitanti”.

Mubarak, in un discorso durante la cerimonia per celebrare il 58° anniversario della formazione del corpo di polizia tenutasi domenica 24 gennaio, ha detto: “Le installazioni e le fortificazioni sul nostro confine orientale sono un atto di sovranità egiziana, quindi non accettiamo qualsiasi interferenza da parte di nessuno, chiunque sia”, sottolineando che “si tratta di un diritto dell'Egitto come Stato, anzi di un suo dovere e di una sua responsabilità, ovvero di un diritto garantito a tutti gli Stati di controllare e proteggere le loro frontiere e praticare i loro diritti di sovranità verso il nemico, l'amico e il fratello”.

Il presidente Mubarak ha criticato quel che ha definito “campagne condotte da forze arabe e regionali che non hanno mai dato ciò che l'Egitto ha dato alla Palestina e al suo popolo, limitandosi solo a sfruttare la causa palestinese e le sofferenze dei palestinesi”, aggiungendo che l'Egitto “non accetta pressioni e ricatti, e non consente il caos sui suoi confini né il terrorismo né la sovversione”.

Egli ha continuato il suo discorso dicendo: “Abbiamo molte informazioni documentate su coloro  che conducono campagne e organizzano festival per attaccare l'Egitto… essi è come se avessero  'case di vetro scoperte', quindi è evidente come agiscono e possiamo dunque rispondere a costoro, anche se noi ci poniamo al di sopra di ogni piccineria”.

Mubarak ha detto: “Possiamo essere pazienti sulle campagne di diffamazione e di insulti, ma quello che non accettiamo e non accetteremo è che non si rispettino le nostre frontiere, venga violata la nostra terra, o siano presi di mira i nostri soldati e le nostre strutture”. Ed ha continuato: “Si dice che ciò che è accaduto ad al-Arish e Rafah è come 'una nuvola d'estate', ma dico a costoro che sono molte 'le nuvole d'estate' nei rapporti tra voi e noi… da voi riceviamo solo insulti, ritardi, dichiarazioni non seguite da fatti concreti, dichiarazioni e posizioni contraddittorie che inneggiano alla resistenza e opposizioni alla pace, ma nei fatti non avviengono né resistenza né pace”.

Per quanto riguarda la riconciliazione interpalestinese e il processo di normalizzazione, Mubarak ha dichiarato: “Il processo di pace e il permanere delle divisioni tra l'Anp e le fazioni rappresenta la situazione ottimale sia per Israele che per le forze palestinesi e regionali contrarie alla pace, e nello stesso tempo rappresenta la situazione peggiore per il popolo della Palestina, per la sua sofferenza e la sua giusta causa”. “Si sono persi dieci mesi dal blocco delle trattative di pace, così sono continuate le pratiche di Israele e i suoi insediamenti, le sue pratiche per giudaizzare Gerusalemme e la sua invasione della Cisgiordania, come è accaduto a Nablus, e l'assedio della Striscia di Gaza, oltre alle sue minacce di aggredirle di nuovo”.

Mubarak ha concluso dicendo: “Noi non ci sentiamo messi alle strette per quanto abbiamo sopportato e per il nostro sostegno alla causa palestinese e a quella della nazione araba, ma io affermo che la nostra priorità continuerà ad essere prima di tutto l'Egitto, le sue frontiere, la terra, la sicurezza, la sovranità e gli interessi della sua gente”.

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