Olmert contro l'Iran.

Da www.ilmanifesto.it del 13 febbraio

Olmert a Berlino mostra i muscoli: contro l’Iran valide tutte le opzioni
Il premier israeliano è sicuro che Tehran abbia un programma nucleare
segreto. La cancelliera tedesca Merkel: colpa dei palestinesi se
l’assedio contro Gaza si fa più duro

Michele Giorgio
Gerusalemme

Dalla Germania, il più fedele e accondiscendente degli alleati
europei, Ehud Olmert ha lanciato ieri un nuovo pesante avvertimento
all’Iran. Il premier israeliano ha detto che se le sanzioni
internazionali non indurranno Teheran a fermare il suo programma
nucleare – che secondo Tel Aviv e Washington avrebbe l’obiettivo di
produrre bombe atomiche e non elettricità – allora lo Stato ebraico
non scarterà alcuna «opzione». E visto che l’Iran non sembra avere
alcuna intenzione di mettere fine al suo programma nucleare, Israele è
pronto a mandare i suoi cacciabombardieri all’attacco, possibilmente
con l’approvazione dell’alleato americano. «Noi siamo certi che gli
iraniani sono impegnati in un programma serio, in parte clandestino,
per acquisire capacità non convenzionali», ha detto Olmert durante una
conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a
conclusione di due giorni di colloqui.
«Niente cambierà questa nostra convinzione» ha aggiunto, con un chiaro
riferimento al recente rapporto dei servizi segreti americani secondo
i quali l’Iran ha sospeso nel 2003 il suo programma di produzione di
armi nucleari. Il pericolo di una nuova guerra – Teheran reagirà
certamente ad un attacco – non solo è reale ma anche imminente, perché
Tel Aviv sa che una sua operazione militare troverebbe in George Bush
un appoggio mentre non sono ancora del tutto chiare le posizioni sulla
questione iraniana di alcuni dei principali candidati alla presidenza
Usa, a cominciare dall’astro nascente Barack Obama.
Olmert – alla guida del solo paese del Medio Oriente che possiede la
bomba atomica – ha cercato di convincere Angela Merkel ad adottare una
linea ancora più dura nei confronti dell’Iran, col quale la Germania
ha intensi rapporti commerciali. Uno sforzo pagante poiché Berlino
sembra spostarsi su posizioni di aperto sostegno a nuove sanzioni
contro l’Iran.
A gennaio la Germania ha aderito alla proposta dei cinque membri
permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per una risoluzione più
pesante contro Teheran. Nei colloqui con la Merkel è stata inoltre
discussa anche la fornitura a Israele di altri sommergibili
convenzionali costruiti in Germania, della classe Dolphin, in grado di
lanciare missili a testate nucleari. Nel 2006 Israele ha chiesto
inoltre due sottomarini Dolphin potenziati, U212, capaci di operare a
grandi distanza e di rimanere per settimane sotto la superficie del
mare e, quindi, schierabili nell’area del Golfo.
Ma a Berlino Olmert ha fatto davvero il pieno, perché la Merkel ha
sposato in pieno la linea di Israele nella questione di Gaza. «Ritengo
che il fatto che a Gaza ci sia il terrorismo sollevi la questione di
come rispondere e come fermare Hamas», ha detto il cancelliere
tedesco, «la situazione umanitaria è difficile ma prima di tutto (i
palestinesi) devono smettere di colpire le città israeliane».
Olmert ha ribadito che «il governo israeliano è determinato a
rispondere alla sfida del terrorismo da Gaza con tutti i mezzi
possibili». A suggellare il successo del viaggio è infine giunto
l’annuncio che il prossimo 17 marzo si terranno le prime «Speciali
consultazioni governative tedesco-israeliane».
La Merkel conferma l’appoggio tedesco incondizionato a Israele e
chiude gli occhi davanti a ciò che accade a Gaza e nel resto dei
Territori occupati, in particolare a Gerusalemme Est, la zona araba
della città occupata nel 1967.
Il ministro per l’edilizia Zeev Boim ha annunciato che saranno indette
gare per la realizzazione di 1.100 appartamenti per israeliani a
Gerusalemme Est, 370 unità nell’insediamento colonico di Har Homa e
altri 750 in quello di Pisgat Zeev.

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