Palestinesi malati di cancro per le radiazioni delle centrali nucleari israeliane.

Il dottor Mahmoud Saade, rappresentante palestinese alla Lega mondiale dei Medici, ha rivelato che l’alta incidenza di tumori in Cisgiordania è dovuta principalmente a una perdita in una centrale nucleare sita a Dimona.

E ha riferito che a seguito di ricerche effettuate con medici locali è stata rilevata una elevata percentuale di uranio radioattivo nella cittadina di Al-Dahria.
Ha spiegato che tali radiazioni sono causate dalle crepe che si sono formate nella struttura dell’impianto nucleare a causa di un terremoto e dell’invecchiamento – risale al 1963.

Israele ha costruito questa centrale nucleare a soli 20 chilometri dalla cittadina di Al-Dahria e ha scavato una discarica a 2 chilometri, a una profondità di 15 metri.
Il dottor Saade ha riferito che prima del 1986 non si erano mai registrati casi particolari di malattie. I primi hanno iniziato a manifestarsi dopo il 1986, e per esattezza dopo che lo Stato di Israele aveva dichiarato che dalla centrale nucleare c’era stata una perdita di materiale radiattivo.

Saade ha portato l’esempio del piccolo Luay, 11 anni, colpito quattro mesi fa da leucemia: ora ha problemi agli occhi.

La centrale nucleare ha cominciato a lavorare nel 1963. Nel 1986, l’ex  responsabile generale, Mordechai Vanunu, svelò ai media i segreti dei piani nucleari israeliani. Venne sequestrato in un blitz del Mossad, a Roma, e subì 18 anni di carcere, in Israele, con l’accusa di tradimento.

Il dottor Saade ha spiegato che non solo Al-Dahria è a rischio di radiazioni, ma anche le città vicine, sia palestinesi sia israeliane.

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