Prigionieri palestinesi in Egitto: Hamas smentisce di aver interrotto i contatti con il Cairo.

Gaza – Infopal

L’Egitto continua a trattenere 36 palestinesi nelle proprie prigioni. Hamas denuncia "pessime condizioni di detenzione", ma, nello stesso tempo, dichiara che i contatti con le forze di sicurezza egiziane proseguono e che "il movimento non metterà in pericolo i rapporti con il Cairo".

Le precisazioni di Hamas sono giunte per "smentire le notizie secondo cui i contatti con l’Egitto sarebbero stati interrotti per protestare contro i tentativi della polizia del Cairo di estorcere informazioni sensibili sul movimento attraverso i prigioneri palestinesi".

In un comunicato stampa, Ayman Taha, dirigente di Hamas, ha fatto sapere che "i nostri contatti con l’Egitto proseguono, e speriamo che i detenuti vengano liberati prima possibile, perché il loro sciopero della fame andrà avanti fino alla liberazione".

Indagini su Hamas
Secondo fonti bene informate, gli interrogatori della sicurezza egiziana ai detenuti di Hamas vertono sui "luoghi dove si trovano i capi del movimento", i "loro spostamenti", compresi quelli del primo ministro Ismail Haniyah, del capo delle brigate al-Qassam, Mohammad Deif, e di altri dirigenti sia politici sia militare, sui depositi e località dove vengono fabbricate le armi, sul luogo dove è tenuto prigioniero, Gilad Shalit, il soldato israeliano sequestrato due anni fa.

La natura delle domande e il duro trattamento riservato ai prigionieri palestinesi hanno sollevato interrogativi da parte di Hamas sulla posizione dell’Egitto.
Fonti politiche hanno rivelato che, alla luce di questi fatti, Hamas sta studiando "di cambiare politica verso l’Egitto" e di "sostituire la delegazione che dialoga con la sicurezza egiziana".

Nelle prigioni egiziane sono ancora rinchiusi 36 detenuti palestinesi, che, da domenica, sono in sciopero della fame per protestare contro "le pessime condizioni di detenzione e contro le torture", così hanno riferito i loro parenti.

Dopo l’apertura della frontiera tra Egitto e Striscia di Gaza, a gennaio, le autorità del Cairo hanno liberato, a scaglioni, 51 palestinesi.

Taha ha sottolineato che i detenuti non hanno commesso alcun reato: essi sono entrati in Egitto come tutti gli altri palestinesi, al momento dell’apertura del valico di Rafah.

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