Risoluzione Onu su cessate il fuoco in Libano.

New York, 12 ago. (Apcom) –  Di seguito, il testo della
risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite e che prevede la cessazione delle ostilità nel conflitto
tra Israele e milizie sciite libanesi di Hezbollah, iniziato lo
scorso 12 luglio. Il testo è una versione modificata in maniera
significativa rispetto a quello introdotto la settimana scorsa da
Francia e Stati Uniti. Ha ottenuto tutti e 15 i voti dei membri
del braccio esecutivo dell’Onu, incluso quello del Qatar, l’unico
Paese arabo presente al voto.
 Determinando che la situazione in Libano costituisce una
minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale;
 Il Consiglio di Sicurezza,
1. chiede una piena cessazione delle ostilità basata, in
particolare, sull’immediata cessazione da parte degli Hezbollah
di tutti gli attacchi e l’immediata cessazione di tutte le
operazioni militari offensive di Israele";
2. a seguito della piena cessazione delle ostilità, chiede al
governo del Libano e all’UNIFIL, (United Nations Interim Force in
Lebanon) come previsto dal paragrafo 11 per l’invio delle loro
forze in una missione congiunta nel sud del e chiede al governo
di Israele, contestualmente all’inizio del dispiegamento, di
ritirare le proprie forze contemporaneamente;
3. sottolinea l’importanza dell’estensione del controllo del
governo del Libano su tutto il territorio libanese come previsto
dalle disposizioni della risoluzione 1559 del 2004 e della
risoluzione 1680 del 2006, e dalle disposizioni degli Accordi di
Taif, per l’esercizio della sua piena sovranità, in maniera tale
che non possano esserci armamenti se non con il consenso del
governo del Libano e non possa esserci altra autorità che quella
del governo del Libano;
4. reitera il proprio forte sostegno per il pieno rispetto della
Linea Blu, che separa Israele e il Libano;
5. reitera il proprio forte sostegno, come previsto dalle
precedenti risoluzioni sul Libano, per l’integrità territoriale,
per la sovranità e per l’indipendenza politica del Libano
all’interno dei confini riconosciuti dalla comunità
internazionale, come contemplato dall’armistizio del 23 marzo
1949;
6. chiede alla comunità internazionale di attivarsi
immediatamente per dare impulso all’assistenza finanziaria e
umanitaria al popolo libanese, da compiersi anche facilitando il
ritorno a casa degli sfollati e, sotto l’autorità del governo del
Libano, con la riapertura di aeroporti e porti, nel rispetto dei
paragrafi 14 e 15; e chiede che siano presi in considerazione
ulteriori aiuti in futuro per contribuire alla ricostruzione e
allo sviluppo del Libano;
7. afferma che le parti hanno la responsabilità di garantire che
nessuna azione sia compiuta in violazione del paragrafo 1 in modo
tale da compromettere in maniera negativa la ricerca di una
soluzione di lungo termine, l’accesso agli aiuti umanitari della
popolazione civile, incluso il passaggio dei convogli umanitari,
o il ritorno volontario degli sfollati, e chiede che le parti
rispettino questa responsabilità e cooperino con il Consiglio di
Sicurezza;
8. chiede a Israele e al Libano di sostenere un cessate il fuoco
e una soluzione di lungo termine fondata sui seguenti principi e
elementi:
– pieno rispetto della Linea Blu per entrambe le parti;
– l’adozione di misure di sicurezza atte a prevenire la ripresa
delle ostilità, che preveda l’istituzione, nella zona compresa
tra la Linea Blu e il fiume Litani, di un’area priva di personale
armato, di posizioni e armi che non siano quelle dell’esercito
libanese e delle forze UNIFIL come previsto dal paragrafo 11, che
operano in questa zona;
– la piena attuazione di tutti i regolamenti previsti dagli
Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004, 1680 del 2006,
che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, in
maniera tale che non possano esserci armi o autorità in Libano se
non quelle dello Stato libanese, come deciso dall’esecutivo
libanese il 27 luglio 2006;
– l’eliminazione di tutte le forze straniere dal Libano che non
abbiano l’autorizzazione dal governo;
– l’istituzione di un embargo internazionale sulla vendita di
armi e materiali al Libano, se non su autorizzazione del suo
governo;
– la notifica alle Nazioni Unite delle mappe delle mine
posizionate sul territorio libanese che siano ancora in possesso
di Israele;
9. invita il Segretario Generale (Kofi Annan) a sostenere gli
sforzi per arrivare al più presto possibile ad accordi di
principio da parte del governo del Libano e del governo di
Israele sui principi e gli elementi di una soluzione duratura
come delineato nel paragrafo 8, ed esprime la volontà di essere
attivamente coinvolto;
10. chiede al Segretario Generale di sviluppare, in
collaborazione con i partner internazionali e le parti coinvolte,
delle proposte per la messa in atto dei provvedimenti più
importanti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni
1559 del 2004 e 1680 del 2006, compreso il disarmo, e per la
demarcazione dei confini internazionali del Libano, specialmente
in quelle aree dove il confine è soggetto a dispute o incerto,
compresa l’area delle fattorie di Shebaa, e a presentare quelle
proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni;
11. decide, per sostenere e rafforzare la forza in dimensione,
equipaggiamenti, mandato e raggio di operazione, di autorizzare
un incremento nella forza della UNIFIL fino a un massimo di
15.000 uomini, e che quella forza debba, oltre a portare a
termine il proprio mandato come previsto dalle risoluzioni 425 e
426 del 1978:
a. sorvegliare la cessazione delle ostilità;
b. affiancare e sostenere le forze libanesi nel loro
dispiegamento nel sud, compresa la zona di confine della Linea
Blu, mentre Israele ritira le proprie forze armate dal Libano
come previsto dal paragrafo 2;
c. coordinare le proprie attività con riferimento al paragrafo 11
(b) con il governo del Libano e il governo di Israele;
d. estendere la propria assistenza per contribuire a garantire
l’accesso della popolazione civile agli aiuti umanitari e il
ritorno degli sfollati;
e. assistere le forze armate libanesi in operazioni mirate alla
definizione dell’area prevista nel paragrafo 8;
f. assistere il governo del Libano, se da questo richiesto,
all’implementazione del paragrafo 14;(Segue)
 
12. operando sulla base di una richiesta del governo del Libano
di inviare una forza internazionale per assisterlo nell’esercizio
della sua autorità su tutto il territorio, autorizza la UNIFIL a
prendere tutte le azioni necessarie nelle aree in cui tutte le
forze sono presenti e nelle loro capacità, a assicurare che
questa area non sia utilizzata per operazioni ostili di nessun
tipo, a resistere ai tentativi di impedire con l’uso della forza
dallo svolgere i suoi compiti come da mandato del Consiglio di
Sicurezza, e a proteggere il personale delle Nazioni Unite, le
strutture, le postazioni e gli equipaggiamenti, a garantire la
sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni
Unite, gli operatori umanitari e, senza pregiudicare la
responsabilità del governo del Libano, a proteggere i civili da
minacce contingenti di violenza fisica;
13. chiede al Segretario Generale di attuare con urgenza i
provvedimenti necessari a consentire che le forze UNIFIL siano in
grado di portare a termine le funzioni previste da questa
risoluzione, preme perché i Paesi membri prendano in
considerazione i contributi adeguati all’UNIFIL e a rispondere in
maniera positiva alle richieste di assistenza per la forza, e
esprime il convinto apprezzamento per coloro che hanno
contribuito alle forze UNIFIL in passato;
14 chiede al governo del Libano di controllare i propri confini e
tutti gli altri varchi d’accesso per impedire che armi e
materiali siano importati in Libano senza il suo consenso e
chiede alla forza UNIFIL, come previsto nel paragrafo 11, di
assistere il governo del Libano dietro sua richiesta;
15. decide inoltre che tutti gli Stati adottino le misure
necessarie per impedire, a propri cittadini, sul proprio
territorio, o utilizzando navi battenti bandiera del Paese o
velivoli,
(a) la vendita o la fornitura a nessuna entità o individuo in
Libano di armamenti e materiali di alcun tipo, incluse armi e
munizioni, veicoli militari e equipaggiamenti, equipaggiamenti
paramilitari e parti di ricambio per i suddetti, siano o no
prodotti nei loro territori, e
(b) la fornitura a nessuna entità o individuo in Libano o di
qualsiasi addestramento o qualsiasi tipo di sostegno per la
fornitura, la produzione, la manutenzione o l’uso di quanto
citato nel comma (a) qui sopra, con l’eccezione che questi
divieti non si applicano a armi, materiali, addestramento e
assistenza autorizzata dal governo del Libano o dall’UNIFIL come
previsto nel paragrafo 11;
16. decide di estendere il mandato dell’UNIFIL fino al 31 agosto
2007, ed esprime le sue intenzioni a considerare in una
successiva risoluzione ulteriori estensioni al mandato della
forza e altri passi mirati a contribuire l’implementazione di un
cessate il fuoco permanente e di una soluzione duratura;
17. chiede al Segretario Generale di fare rapporto al Consiglio
di Sicurezza entro una settimana sull’implementazione di questa
risoluzione e di aggiornare regolarmente;
18. sottolinea l’importanza di, e la necessità di arrivare a una
pace estesa, giusta e duratura in Medio Oriente, sulla base delle
risoluzioni 242 del 22 novembre 1967 e 338 del 22 ottobre 1973;
19. decide di continuare a occuparsi attivamente della questione.

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