"Sbagliato il tentativo di Fatah di indebolire Hamas". Un articolo di Amira Hass.

di Amira Hass

Una settimana fa un giovane dirigente di Hamas è stato fermato al posto di frontiera tra l’Egitto e la Striscia di Gaza: aveva con sé circa seicentomila euro in contanti, non dichiarati. Erano soldi destinati ai più bisognosi.

Ricordiamo che 160mila famiglie di dipendenti pubblici palestinesi sono senza stipendio da due mesi (tra poco tre), che il continuo calo del potere d’acquisto ha forti ripercussioni economiche, e che in certe zone la disoccupazione arriva fino al 40 per cento: i soldi "introdotti di nascosto" sono solo una goccia nell’oceano.

Una volta scoperto, il denaro è stato sequestrato dai responsabili palestinesi del posto di frontiera, sottoposti al presidente – e leader di Al Fatah – Abu Mazen. I notiziari hanno riferito che l’uomo è stato rilasciato, dietro pressione di Hamas. Ma io ho saputo che se n’è andato con i soldi, che ha poi depositato al ministero dell’interno. In ogni caso, alcuni funzionari di Al Fatah si sono affrettati
a condannare questa "violazione".

Gli esponenti di Hamas sono stati presentati come persone che infrangono la legge, mentre quelli di Al Fatah si sono spacciati per difensori dell’ordine. Che assurdità! Che cinica posa da "gente che rispetta la legge"! Quale legge? Quale ordine? Ogni mese Israele sottrae circa il 60 per cento delle entrate palestinesi, non restituendo all’Anp i dazi doganali che riscuote nella sua qualità di potenza sovrana che controlla tutti i porti e gli aeroporti.

La comunità internazionale non esercita nessuna pressione contro l’astuta e prolungata occupazione israeliana. Quasi ignora che Israele continua a violare la decisione della Corte internazionale di giustizia dell’Aja, contraria all’attuale tracciato del muro/recinto di separazione. Le banche arabe, dal canto loro, non trasferiscono i soldi dall’estero, nel timore di un boicottaggio statunitense.

Se i responsabili di Al Fatah pensavano di indebolire Hamas, non potevano sbagliarsi di più. Fingere di essere un governo normale è stato uno dei più gravi errori tattici, strategici e politici dell’Autorità Palestinese negli ultimi tredici anni. Ha permesso a Israele e al mondo di presentare l’attuale conflitto come una battaglia tra "stati".

Senza parlare del fatto che molti palestinesi sono più che sicuri che i responsabili di Al Fatah si siano distinti nel fare entrare e uscire denaro di nascosto, e certo non a vantaggio dell’interesse generale.

Non dovrebbe sorprendere, allora, che le elezioni del sindacato degli infermieri, che si sono svolte questa settimana a Gaza, siano state vinte dalla lista di Hamas con il 70 per cento dei voti. Quasi tutti gli elettori sono dipendenti governativi, che non hanno ricevuto lo stipendio negli ultimi mesi. Questa è un’altra dimostrazione di come stiano fallendo i tentativi di Al Fatah e della comunità internazionale di allontanare i cittadini palestinesi dal partito che hanno scelto per guidare il loro governo.

Internazionale 643, 25 maggio 2006

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