63° anniversario della Nakba. I palestinesi si preparano a marciare per il Diritto al Ritorno

Gaza – Speciale InfoPal. Dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania al popolo palestinese che vive nella diaspora: tutti si stanno preparando per celebrare il 63° anniversario della Nakba, la “Catastrofe” palestinese, nella quale gran parte della popolazione fu espulsa dalla Palestina per mezzo del terrorismo e dei massacri compiuti delle bande sioniste.

Molte realtà locali, organizzazioni e istituzioni della società civile di Gaza hanno chiesto alla popolazione una partecipazione di massa alla campagna per il Ritorno, sostenuta pure da un gruppo di giovani palestinesi che su Facebook ha riscontrato molto successo anche tra gli utenti di altri Paesi arabi e islamici.

“La chiave più grande. A Rafah, a sud della Striscia di Gaza, è stata esposta una chiave in metallo lunga 12 metri. E’ la più lunga.

I sindacati promotori di queste attività hanno commentato l’iniziativa mettendo in risalto “la sacralità del Diritto al Ritorno di ciascun profugo palestinese nella propria terra”.

Il sindaco di Rafah, Sabhi as-Sa’id, ha raccontato al nostro corrispondente che “il Diritto a Ritorno ha lo stesso peso per gli anziani e per i più giovani. Noi viviamo nell’impegno costante della sua trasmissione.

“L’esperienza di una vita in un campo profughi ci ha insegnato il valore dei diritti e ci ha reso più forti nel rivendicare davanti al mondo intero il ripristino dei nostri diritti di popolo”.

Israele in allerta. La “Terza Intifada”, incoraggiata attraverso Facebook, sta creando non poco imbarazzo all’interno di Israele. Giovani palestinesi hanno deciso di celebrare questo 63° anniversario della catastrofe convocando manifestazioni per il Diritto al Ritorno.

La radio israeliana ha rivelato il potenziamento delle forze d'occupazione e dei servizi di sicurezza per impedire manifestazioni in Cisgiordania.

Cosciente che l’invito lanciato su Facebook ha ricevuto un alto gradimento nel mondo arabo, Israele teme che dagli scontri interni la situazione possa precipitare anche di fronte ai disordini che stanno investendo i singoli Paesi arabi.

La cooperazione tra i palestinesi per la riuscita dell’evento. Scendendo tra la gente di Gaza, il nostro corrispondente ha incontrato cittadini comuni, come Adham al-Birawi, residente ad al-Maghazi, al centro di Gaza.

Al-Birawi ha confidato di sostenere “la piena adesione che i figli hanno dimostrato a quest’iniziativa, perché essi vivono nella costante consapevolezza di essere profughi, conoscono la loro storia, sanno dove è la loro terra derubata da Israele nel 1948”.

Il coinvolgimento atteso e la chiarezza sul proprio Diritto al Ritorno che dimostrano le giovani generazioni di palestinesi è motivo di paura per l’esercito israeliano, il quale tenterà di arrestare qualunque tentativo di loro ritorno su ogni lato della frontiera.

Manifestazione per il Diritto al Ritorno. ‘Omar al-Harthani, è uno studente: ha assicurato al nostro corrispondente che parteciperà alla marcia indetta domenica 15 maggio, intorno alle 11 ore locali.

Quando gli è stato chiesto se prevede scontri o aggressioni da parte delle forze d'occupazione, lui ha risposto: “Quell’eventualità non cambierebbe molto. Ogni giorno siamo sotto i bombardamenti israeliani e quotidianamente ci aggrediscono dalle postazioni di frontiera”.

 

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