Attivisti: 1597 palestinesi uccisi dall’inizio della crisi siriana

Londra-Quds Press. Un gruppo di attivisti ha rivelato che otto profughi palestinesi sono stati uccisi in Siria nel periodo compreso tra il 21 e 27 settembre scorso. Lo stesso gruppo ha rivelato che il numero delle vittime palestinesi ha raggiunto i 1.597 dall’inizio della crisi, più di due anni e mezzo fa.

In un comunicato stampa diramato martedì 1° ottobre, il Gruppo di lavoro per i palestinesi in Siria ha reso noto che “tre palestinesi sono stati uccisi sotto tortura nei centri di detenzione delle forze di sicurezza siriane. Si è trattato di Ahmed Khamis, Omar Saleh e Thaer al- Khatib, mentre il giovane, Mohammed Hassan, dal campo profughi di Khan al-Shaykh, è morto a causa del bombardamento della città di Jaramana (sud est di Damasco)”.

Ha aggiunto che Omar Abu Hamda, da Khan al-Shaykh, e il giovane Ahmed al-Sahli, residente nel quartiere di Mezze, a Damasco, sono entrambi deceduti in seguito delle torture subite nei centri di detenzione delle forze di sicurezza siriane. Mentre Ammar Ali Sarhan e Muhannad Abu al-Juruh sono morti in seguito al bombardamento del campo profughi di Deraa (90 chilometri a sud di Damasco).

Il gruppo ha anche avvertito dalle “catastrofiche crisi umanitarie che coinvolgono la maggior parte dei campi profughi palestinesi in Siria, soprattutto a causa dell’assedio imposto dall’esercito siriano e dai membri del Fronte popolare per la liberazione della Palestina- Comando generale (Fplp-Cg) contro i campi di Yarmuk, al-Sbaina, al-Husseinia e Deraa”.

Gli attivisti hanno sottolineato che “l’assedio imposto sul campo profughi di Yarmuk è entrato nel terzo mese consecutivo, con i posti di blocco dell’esercito regolare che presidiano gli ingressi del campo e impediscono l’ingresso di cibo, medicinali e latte per bambini. Con il risultato che i generi di prima necessità si sono esauriti del tutto”.

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