‘Civili senza protezione’. Un Rapporto del Centro al-Mizan documenta l’aggressione a Gaza.

Gaza – Infopal. Il Centro al-Mizan per i diritti umani ha pubblicato un rapporto intitolato “Civili senza protezione”. Si tratta di una sorta di 'diario' documentato delle aggressioni israeliane pubblicato in concomitanza con il primo anniversario dell'aggressione contro Gaza perpetrata dalle forze di occupazione il 27 dicembre 2008.

La relazione ricorda l'aggressione, che ha avuto inizio alle 11,30 di sabato 27 dicembre 2008 con attacchi dal cielo condotti con 80 aerei contro la maggior parte delle sedi di polizia, delle forze di sicurezza e di altri obiettivi in tutta la Striscia di Gaza.

Nel primo giorno di bombardamenti sono stati uccisi 322 palestinesi, tra cui 129 membri della Polizia e delle Forze di sicurezza, trucidati all'interno delle loro sedi: alcuni di loro, sul piazzale, stavano svolgendo l'addestramento nella città di Arafat. In quell'occasione è stato ucciso anche il direttore generale della polizia nella Striscia di Gaza, il generale Tawfiq Jaber Jara'ah.

Il Rapporto illustra il numero delle vittime e dei danni causati alla popolazione e alle loro proprietà. 

Il numero complessivo delle vittime a causa di quell'aggressione, o a seguito delle ferite riportate, è di 1.411, tra cui 355 minorenni e 110 donne. 240 i membri della resistenza, uccisi.

La distruzione materiale: 11.135 case colpite, 581 infrastrutture pubbliche, 209 impianti industriali, 724 esercizi commerciali, 650 veicoli, mentre la superficie dei terreni agricoli danneggiati ammonta a 627 ettari.

La relazione, attraverso la testimonianza delle vittime e dei testimoni oculari, punta i riflettori sulle forme più gravi di crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione israeliane contro la popolazione civile nella Striscia di Gaza. Inoltre, offrendo una sequenza cronologica ed una documentazione storica, essa fornisce un'accurata informazione sugli attacchi che hanno provocato vittime.

Essa monitora inoltre gli attacchi israeliani ai quali hanno partecipato i diversi reparti delle Forze armate israeliane. L'aviazione, con i Phantom, gli elicotteri e i droni, che hanno usato diversi tipi di missili; le forze di terra, con la partecipazione di differenti tipi di carri armati, mezzi per il trasporto truppe, cannoni appostati sulla frontiera; la Marina, con la partecipazione di diversi tipi d'imbarcazione e navi da guerra.

La relazione non aggiunge nulla di nuovo al fatto fondamentale, già appurato, ovvero che le forze di occupazione hanno commesso gravi violazioni da considerarsi crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Tutte cose già stabilite dalle indagini del Centro al-Mizan e di altre organizzazioni locali dei diritti umani e dalle commissioni d'inchiesta venute nella Striscia di Gaza per indagare sull'operato delle forze di occupazione israeliane durante l'aggressione, in particolare la Commissione internazionale d'inchiesta guidata dal giudice Richard Goldstone.

La relazione di al-Mizan si concentra inoltre sui civili presi di mira durante l'aggressione, catalogando gli eventi in base al modo in cui essi sono stati colpiti e sostenendo la documentazione con nuove testimonianze di persone la cui sofferenza non è ancora stata sufficientemente presa in considerazione.

Il Rapporto mette poi in evidenza il comportamento delle forze d'occupazione israeliane, che uccidevano deliberatamente i civili mentre si trovavano nelle loro case, colpendoli mentre tentavano di scappare quando le forze speciali sono entrate nella Striscia nella notte del 3 gennaio 2009.

Il rapporto cita anche tutti i casi di omicidi compiuti dalle forze di occupazione israeliane contro i civili nel corso dell'aggressione, registrando tutti i bombardamenti aerei. Essa inoltre documenta la realtà dei civili presi di mira mentre tentavano di soccorrere i loro parenti, vicini e conoscenti feriti o morti.

Questa Relazione di al-Mizan espone anche testimonianze che mostrano le forze di occupazione mentre perseguitano gli sfollati costretti a lasciare le loro case per rifugiarsi nei centri d'accoglienza. Ma le forze israeliane hanno bombardato anche i centri d'accoglienza dell'agenzia delle Nazioni Unite per i profughi, l' Unrwa, malgrado si trattasse di scuole affiliate all'organizzazione internazionale e nonostante fossero state fornite alle truppe occupanti le coordinate della loro ubicazione. Strutture, tra l'altro, che battono bandiera delle Nazioni Unite sui loro tetti…

La relazione ha affrontato anche la triste realtà dei fedeli colpiti nelle moschee o nei loro pressi. Oltre all'uso di civili come scudi umani, alcuni dei quali sono stati costretti ad accompagnare i militari israeliani durante la perquisizione delle case o per negoziare con la resistenza palestinese, mettendo così a rischio anche la loro vita.

Il Rapporto di al-Mizan è molto importante perché elenca i fatti dell'aggressione israeliana a Gaza ordinandoli per tema, per area e anche cronologicamente. Essa, inoltre, è accompagnata da testimonianze sotto giuramento (almeno una per area) che evidenziano ancor di più l'efferatezza del crimine israeliano.

Il rapporto fornisce anche tabelle statistiche che illustrano il numero delle vittime e l'entità delle perdite materiali sofferte dalla popolazione civile, documentate sul campo grazie ai ricercatori del Centro e ai numerosi volontari.

Il Centro al-Mizan afferma che la relazione rappresenta un elemento in più nella documentazione, già abbondante, sull'aggressione e i crimini di guerra commessi a Gaza. Questa documentazione dovrebbe aiutare le organizzazioni dei diritti umani locali e internazionali solidali con il popolo palestinese nei loro sforzi per proteggere i civili e porre fine alla politica d'impunità che garantisce  ai criminali di guerra israeliani di sfuggire ad ogni procedimento penale.

 

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