‘Della mistificazione’ le minacce rappresentate dalla Flotilla e divulgate da Israele, per alcuni ministri israeliani

Al-Quds (Gerusalemme) – Afp. Alcuni ministri israeliani hanno accusato l’esercito di “aver mistificato” le tesi che vedevano gli attivisti a bordo della Flotilla rappresentare un pericolo per i soldati israeliani. Lo riporta il quotidiano israeliano “Maariv” che pubblica le espressioni usate dai ministri israeliani: “Mistificazione mediatica e isterismo dell’informazione”.

Lunedì scorso, il portavoce militare, il ten. col. Avital Leibovitz, aveva dichiarato che “tra gli attivisti a bordo del convoglio per mare vi fossero degli elementi terroristi e che qualcuno di essi trasportava pericolose sostanze chimiche esplosive”.

Tuttavia, ministri del governo hanno riferito a Maariv di non essere stati messi al corrente circa queste ipotesi, e hanno accusato il premier israeliano Netanyahu di essere responsabile di una disinformazione.

“Netanyahu ha deciso di cambiare la versione sulla natura della Flotilla per due ragioni, che rimandano alla comunità internazionale”, ha poi aggiunto a Maariv uno dei ministri che oggi si sollevano critiche, chiedendo di restare nell’anonimato.

“La prima ragione è quella di tutelarsi, nel senso che, se qualcosa andrà storto nell’operazione militare, quindi se ci saranno incidenti, Israele sarà in grado di dire ‘lo avevmo detto in anticipo’.

“La seconda ragione è fare pressioni sulla comunità internazionale in modo tale che i governi del mondo impediscano alla Flotilla di scendere in mare”.

Maariv ha poi riportato il “fastidio” di questi ministri per non essere stati messi al corrente dal proprio governo sulle presunte minacce rappresentate dalla Flotilla, attesa a breve a Gaza, a un anno dalla prima missione, guidata dalla Turchia.

La Freedom Flotilla 1 si concluse con la morte dei nove attivisti turchi per mano dei commando israeliani e con una condanna internazionale.

I preparativi della nuova Flotilla, invece, sono stati seguiti da vicino da Israele, e i ministri hanno definito “inconcepibile” che le istituzioni, tra le quali pure l’esercito israeliano, “producano informazioni rivolte al mondo mediatico in totale contrasto con quanto è stato riferito a noi”.

“Esistono sempre più ragioni allora, per temere una distorsione dei fatti. A noi sono state date informazioni differenti, rispetto a quelle divulgate ai media”, ha affermato un altro ministro israeliano, anch’egli rimasto nell’anonimato.

Gli attivisti, intanto, si stanno preparando per lanciare in mare le 10 imbarcazioni della Flotilla diretta a Gaza e hanno ribadito il proprio rifiuto a ogni tipo di violenza contro le truppe israeliane.

Circa 300 attivisti della causa palestinese, provenienti da 22 Paesi – tra i quali Canada, Francia, Grecia, Irlanda, Italia e Spagna – si uniranno alla Flotilla. Tra i partecipanti anche decine di anziani dall’America e dall’Europa.

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