Denuncia all’autorità giudizia di Ehud Olmert.

Ricordiamo che al ministro dell’Informazione palestinese è stato negato il visto dalla Farnesina per recarsi in Italia e che il premier Olmert sarà, invece, accolto con tutti gli onori del caso. Se l’equivicinanza di cui parla il nostro ministro degli Esteri D’Alema fosse reale, anche l’on.Rizqa avrebbe potuto giungere in Italia accolto dal governo. Ma così non è stato. L’Italia è disposta a ricevere, delle due, solo la parte israeliana. Ma allora, di quale "equivicinanza" parla D’Alema?

Riceviamo e pubblichiamo.

ISM-Italia invita tutti e tutte a sporgere denuncia per crimini di guerra contro il primo ministro israeliano oggi in visita in Italia, presso il più vicino commissariato di polizia o stazione carabinieri.

Qui di seguito troverete un faxsimile nel quale è stato utilizzato parte del rapporto di John Dugard.

E’ una infamia morale e politica che un criminale di guerra sia ricevuto con tutti gli onori in Italia.

Chi aderisce all’iniziativa ne dia informazione, se possibile a info@ism-italia.it.

L’autorità giudiziaria italiana non è adusa a prendere in considerazione la “competenza universale”, ma prima o poi se si insiste anche questo può avvenire.

ISM- Italia

info@ism-italia.it

 

 

 

 

DENUNCIA ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA CONTRO EHUD OLMERT

 

IL sottoscritto (nome e cognome), nato a  …… il ……, residente a ……………… in Via  …………, invita l’autorità giudiziaria a prendere avverso il primo ministro israeliano Ehud Olmert, del quale è prevista una visita in Italia il 13 dicembre, i provvedimenti opportuni e necessari contro un criminale di guerra.

Secondo un rapporto del relatore speciale John Dugard sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal ’67 presentato all’Assemblea generale delle Nazioni unite, 5 settembre 2006 il governo israeliano e in primis il primo ministro Ehud Olmert è responsabile dei seguenti crimini di guerra perpetrati durante l’attacco e l’assedio di Gaza da parte di Israele nel quadro dell’operazione «Pioggia d’estate», iniziata il 28 giugno 2006, crimini  che hanno assunto diverse forme:

A. Bombardamenti di opere pubbliche

1. Il 28 giugno 2006, l’Aeronautica israeliana ha distrutto i sei trasformatori dell’unica fabbrica di produzione elettrica della Striscia di Gaza. Questa centrale fornisce a Gaza il 43% del suo consumo quotidiano, il resto proviene dall’Israel Electrical Corporation. Dei 1,4 milioni di abitanti di Gaza, 700.000 si sono ritrovati inizialmente senza elettricità. A ora, la Gaza Electrical Distribution Company (Gedco) prende a prestito il resto dell’elettricità necessaria da Israele, ma la distribuzione di corrente a tutte le abitazioni della Striscia di Gaza è intermittente. Poiché la maggior parte dei pozzi sono collegati alla rete elettrica nazionale ora distrutta, è necessario utilizzare dei gruppi elettrogeni per far funzionare le pompe e la razione quotidiana d’acqua fornita alle abitazioni ha dovuto essere ridotta. Le operazioni militari israeliane hanno ugualmente distrutto le condutture d’acqua e la rete di scolo. Infine, la chiusura frequente dell’oleodotto di Nahal Oz, l’unico ad alimentare la Striscia di Gaza di carburante, ha compromesso la soluzione dell’utilizzo dei gruppi elettrogeni come mezzo per assicurare la distribuzione dell’acqua.

2. Il 19 luglio, l’Aeronautica israeliana ha bombardato dei trasformatori elettrici durante un attacco contro il campo di rifugiati di El-Maghazi, privando di elettricità tutto il centro della Striscia di Gaza.

3. La riduzione considerevole delle quantità di corrente elettrica e di carburante, unita alle interruzioni di alimentazione d’acqua, ha avuto gravi conseguenze per la vita quotidiana dei palestinesi, che sono senza luce la notte e cucinano senza elettricità. D’altra parte, è impossibile pompare l’acqua per distribuirla ai piani alti degli stabili. Le fognature minacciano di debordare.

Gli ospedali sono rimasti gravemente menomati e sono stati obbligati a ricorrere a gruppi elettrogeni per far funzionare il materiale d’importanza vitale.

B. Bombardamenti di installazioni e di edifici pubblici

1. Gli aerei da guerra israeliani hanno deliberatamente preso di mira degli edifici pubblici a Gaza. Gli immobili sede dei ministri degli Interni, degli Esteri e dell’Economia nazionale, e del Gabinetto del primo ministro sono stati tutti distrutti. Questi attacchi non hanno alcuna finalità in termini di sicurezza e li si può considerare unicamente come un tentativo di destabilizzazione delle istituzioni ufficiali. Sono stati demoliti anche alcuni edifici scolastici. Sei ponti che collegavano la città di Gaza al centro della Striscia di Gaza sono stati distrutti, così come diverse strade. Il 28 giugno, l’esercito israeliano hanno occupato l’aeroporto internazionale di Gaza e ne hanno demolito una gran parte.


C. Vittime

1. Dal 25 giugno 2006, 184 palestinesi (almeno per metà civili) sono stati uccisi, di cui 42 bambini. Circa 720 persone sono state gravemente ferite, di cui 168 bambini e 21 donne.  (i dati all’11 dicembre sono di oltre 450 morti e oltre 1.000  feriti, nda).

D. Incursioni militari provocanti morti e distruzione

1. Dal 25 giugno 2006, l’esercito israeliano ha fatto diverse irruzioni nella Striscia di Gaza, uccidendo civili e distruggendo alcune case. Le incursioni più gravi sono state a Beit Hanoun, Beit Lahia, Sajiyeh, Deir el-Balah, al campo profughi di el-Maghazi, a Rafah e a Khan Younis. Nel corso di queste operazioni condotte da blindati e bulldozer, delle case sono state requisite e trasformate in basi militari. Queste sono state gravemente danneggiate e diverse centinaia di abitazioni distrutte.

Una scuola dell’Ufficio di soccorso e dei lavori delle Nazioni unite per i rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente (Unwra) è stato attaccata e danneggiata. Degli ulivi e degli alberi di agrumi sono stati sradicati e delle terre agricole distrutte dai lavori di terrazzamento. Strade, condutture d’acqua e piloni elettrici e telefonici sono stati danneggiati. Molte famiglie sono dovute fuggire dalle proprie case e si stima che siano circa 3.400 i palestinesi a cui l’Unwra deve al momento fornire un riparo in seguito a queste operazioni militari. Nonostante sia vietato utilizzare civili come scudi umani secondo l’Alta corte israeliana, l’esercito israeliano ha arrestato civili e ne ha fatto scudi umani mentre radevano al suolo case e mentre procedevano con gli arresti. Queste incursioni militari sono state accompagnate da bombardamenti massicci e da distruzioni di case con dinamite che hanno provocato la morte di numerosi civili.

2. Gli attacchi lanciati contro il campo profughi di el-Maghazi tra il 19 e il 21 luglio 2006 e l’attacco di Rafah all’inizio del mese di agosto sono esempi tipici delle incursioni israeliane. Nel primo caso, 19 palestinesi hanno trovato la morte (di cui 4 bambini e 1 donna) e 25 sono stati feriti, per la maggior parte civili disarmati. Quattro case sono state rase al suolo e nove parzialmente demolite. Inoltre, le terre agricole sono state rase al suolo e le infrastrutture elettriche, idrauliche e stradali sono state a loro volta distrutte. Nel secondo caso, 16 palestinesi sono morti, di cui 10 civili, e 39 sono stati bruciati o feriti da esplosioni; 4 bambini sono stati uccisi e 13 feriti.

3. Ci sono stati scambi di raffiche intensi tra militanti palestinesi e l’esercito israeliano, che si è servito di carri armati e bulldozer oltre a elicotteri che hanno lanciato razzi illuminanti e che hanno sparato raffiche di mitragliatrice per coprire le forze terrestri.

E. Bombardamenti e bang supersonici

1. Israele ha bombardato senza tregua la Striscia di Gaza dopo il 25 giugno; diverse migliaia di granate sono state lanciate, tra 200 e 250 circa al giorno secondo le stime. La sua aeronautica ha portato avanti almeno 220 bombardamenti fino al 3 agosto e i suoi caccia hanno lanciato missili aria-terra. Queste operazioni sono state accompagnate da sorvoli di F-16 a bassa quota a da superamenti della barriera del suono sopra Gaza, che hanno provocato dei bang supersonici potenti quanto un vero bombardamento. Questi fenomeni hanno causato panico generale tra la popolazione, soprattutto nei bambini. Se la parola terrorismo ha un senso, è sicuramente questo che lo designa. Un medico di Gaza ha descritto gli effetti che i bang supersonici e i bombardamenti d’artiglieria hanno su sua figlia di 13 anni nei seguenti termini: «Mia figlia è sconvolta, angosciata, ha paura di uscire ed è perciò frustata perché non può vedere le sue amiche. I caccia israeliani, che volino di giorno o di notte, fanno un rumore terrificante. Di solito, mia figlia salta nel mio letto, tremante di paura. Finiamo entrambe stese per terra. Il mio cuore batte all’impazzata ma provo comunque a calmarla e rassicurarla. Ma quando le bombe scoppiano, io cedo e urlo. Mia figlia sente la mia paura e capisce che ci dobbiamo calmare a vicenda. Sono un medico, una donna d’età matura, ma questi bang supersonici mi rendono isterica.» (dottoressa Mona El-Farra, “The Boston Globe”, 10 luglio 2006).

F. Assassinii mirati

1. Gli assassini mirati sono continui, con inevitabili «danni collaterali» per i civili.

G. Terrorismo telefonico

1. L’esercito israeliano ha trovato un nuovo modo per creare terrore psicologico. I palestinesi vengono chiamati al telefono da agenti dell’informazione militare israeliana, che annunciano loro che la loro casa verrà fatta saltare entro meno di un’ora. A volte questa minaccia viene eseguita, a volte no. Questo metodo non può che provocare sgomento psicologico e panico. Coloro che sono stati obbligati a lasciare la propria casa in questa maniera sono diventati esuli nel loro paese e devono vivere dentro gli edifici scolastici dell’Unwra.

 

Gli stessi crimini perpetrati nella striscia di Gaza sono stati commessi dal governo e dall’esercito israeliano durante i 34 giorni dell’aggressione contro il Libano nei mesi di luglio e agosto 2006.

I crimini sono proseguiti anche dopo il rapporto Dugard, l’ultimo massacro a Beit Hanoun il 9 novembre 2006 ha provocato la morte di 19 civili, 17 dei quali appartenenti alla stessa famiglia.

Sia nella striscia di Gaza sia in Libano sono state sperimentate contro i civili nuove armi, come ampiamente documentato anche in  servizi di rainews24.

In fede,

 

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