Folla a Gaza contro la crisi energetica. Oggi arriva un rifornimento parziale

Gaza – InfoPal. Erano decine di migliaia ieri a sfilare per le strade di Gaza contro la crisi energetica e per chiedere l’immediato ripristino della fornitura di elettricità.

Dopo la preghiera collettiva del venerdì, la folla di palestinesi si è ritrovata fuori dalle moschee per confluire verso un punto di ritrovo, dove i presenti hanno ascoltato diversi interventi.

Tra questi, vi è stato anche quello del leader di Hamas, Khalil al-Hayya, colui che maggiormente aveva parlato dell’esistenza di un complotto a Ramallah per mettere in ginocchio la Striscia di Gaza fino alla caduta del governo di Hamas.

Khalil al-Hayya, leader di Hamas.

Qualcuno aveva sostenuto, in ambienti di Fatah, che la manifestazione di ieri era stata un’iniziativa spontanea, con la quale i palestinesi chiedevano in realtà la caduta del governo locale.

Questa mattina, altri da Fatah rilasciano alla stampa dichiarazioni più concilianti: “Siamo consapevoli della crisi a Gaza e della sua portata, e ci assumiamo le nostre responsabilità, collaborando per risolverla”.

Altri esponenti di Hamas, tra cui il portavoce Sami Abu Zuhri, avevano parlato ieri di “complotto sionista-americano cui partecipa l’Autorità palestinese (Anp)”.

“E’ un ricatto politico e un crimine internazionale conto la popolazione di Gaza. Si strumentalizzano le sofferenze dei palestinesi per portare alla caduta del nostro governo”.

Con l’intermediazione di Anp ed Egitto, oggi Israele ha trasferito alla centrale elettrica di Gaza 450mila litri di carburante.

Ieri sera, tuttavia, Gaza ha registrato il primo decesso derivante dalla crisi energeticca: un bambino di 7 mesi si è spento, insieme al macchinario che lo teneva in vita.

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