‘Gaza sotto assedio’, la denuncia del CICR.

In una dichiarazione pubblicata giovedì scorso, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha criticato l’assedio e l’occupazione del territorio palestinese da parte d’Israele, che ha tolto agli ospedali la possibilità di curare i malati e i feriti, e ai contadini quella di lavorare la propria terra.

 

La Croce Rossa si è rivolta allo Stato Israeliano chiedendogli di “eliminare le misure di ritorsione che sta portando avanti e che stanno paralizzando la vita di Gaza”, oltre che smettere di bersagliare la popolazione civile. 

Beatrice Megevand Roggo, capo del programma del Comitato Internazionale della Croce Rossa per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha rilasciato questa dichiarazione: “Le misure imposte da Israele stanno avendo un enorme costo umanitario, poiché fanno vivere i cittadini che le subiscono in uno stato di occupazione, con appena quel tanto che serve loro per sopravvivere, e che non basta per vivere una vita normale e dignitosa.” Ha poi aggiunto che, a causa delle politiche israeliane, la popolazione palestinese è “effettivamente diventata un ostaggio del conflitto.”

Il CICR ha confermato che la chiusura israeliana di tutte le frontiere all’interno e all’esterno della Striscia di Gaza sta influenzando ogni aspetto delle vite dei Palestinesi: “I Territori Palestinesi stanno affrontando una profonda crisi umana, in cui milioni di persone si vedono negare la loro dignità umana. Non una volta ogni tanto: ogni giorno.”

In aggiunta al tasso di disoccupazione dell’80% causato dall’assedio israeliano, il CICR ha rilevato che 5000 contadini di Gaza, legati per la loro sopravvivenza alle esportazioni di prodotti come garofani e fragole, sono stati “sul punto di soffrire di un 100% del calo delle vendite.” E ha proseguito il CICR, nella sua dichiarazione: “La stagione del raccolto per questi importanti prodotti aveva avuto inizio a giugno, ma l’embargo contro le esportazioni ha fatto sì che essi venissero lasciati a marcire nei container ai punti di passaggio.”

Anche in Cisgiordania, a causa della costruzione del Muro di Annessione Israeliano, “ampi tratti di terreno coltivabile sono off-limit per i contadini”, che devono lottare contro “un dedalo di burocrazia” per ottenere dalle autorità di occupazione israeliane il permesso di raggiungere le loro terre.

Nonostante la dichiarazione del CICR riconosca che Israele ha il diritto di proteggere il suo popolo, “dovrebbe sempre esserci un buon equilibrio tra gli interessi israeliani in fatto di sicurezza e la protezione dei diritti e delle libertà dei Palestinesi che vivono sotto l’occupazione.”

 

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