Il Segretario generale Onu: ‘Le attività coloniali israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme Est ostacolano la pace’.


New York. “La costruzione degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati ostacola lo sforzo di pace in Medio Oriente”. E' quanto ha dichiarato ieri il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, durante una riunione del “Comitato Onu per l'Esercizio degli inalienabili diritti del popolo palestinese”. E ha aggiunto che anche l'annessione di Gerusalemme Est e l'assedio di Gaza impediscono la ripresa dei negoziati israelo-palestinesi.

“A Gerusalemme Est sono aumentate le tensioni. La popolazione di Gaza e nel sud di Israele continua a soffrire per la violenza. Se non riattiviamo subito il processo politico, rischiamo di andare indietro”, ha sottolineato Ki-moon secondo quanto riportato dall'agenzia giornalistica delle Nazioni Unite.

Il Segretario generale dell'Onu ha espresso sconcerto per la prosecuzione delle attività coloniali israeliane a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, nonostante le promesse fatte dal governo israeliano.

“La costruzione delle colonie – ha aggiunto – viola la legge internazionale ed è contrario alla Road Map, secondo la quale Israele è obbligato a congelare tutte le attività coloniali, compresa la cosiddetta 'crescita naturale'”.

“Ciò non va nell'interesse di nessuno. Ancora meno di Israele. Le attività coloniali minano la fiducia tra le due parti, sembrano pregiudicare l'esito del futuro status permanente dei negoziati, e minacciano le basi della soluzione dei due stati”.

Ban Ki – moon ha denunicato una “serie di preoccupanti eventi a Gerusalemme Est che non solo hanno generato tensioni nella città, ma hanno anche il potere di mettere in pericolo la stabilità di tutta la regione”: la demolizione delle case dei palestinesi, la revoca delle carte di identità dei gerosolimitani, la loro espulsione, l'espansione degli insediamenti ebraici.

E ha evidenziato: “Vale la pena ripetere che la comunità internazionale non riconosce l'annessione di Gerusalemme da parte di Israele, che rimane parte dei territori occupati palestinesi. Deve essere trovata una strada, attraverso i negoziati, affinché Gerusalemme emerga come capitale dei due stati, che vivranno fianco a fianco in pace e sicurezza, con una soluzione per i luoghi sacri accettabile per tutti”.

Per quanto riguarda la Striscia di Gaza, il Segretario Onu ha affermato: “Chiedo a Israele e alle autorità palestinesi di condurre, senza ritardo, indagini interne credibili sulle gravi violazioni ai diritti umani rilevate”.

Ki-moon ha espresso un “preoccupazione speciale” per la situazione umanitaria di Gaza: “Ripeto il mio appello a Israele perché sollevi il suo inaccettabile e controproducente blocco, e rispetti pienamente la legalità internazionale. Sono anche molto preoccupato per coloro che, nel sud di Israele, devono vivere nella paura dei continui razzi e mortai palestinesi lanciati da Gaza. Chiedo una completa fine delle violenze e degli attachi ai civili israeliani”.

A giustificazione dell'Operazione Piombo Fuso, condotta nell'inverno tra il 2008 e il 2009, Israele citò proprio il lancio di razzi, ma la mattanza contro la popolazione assediata della Striscia provocò circa 1500 morti e 5000 feriti tra i palestinesi, contro i 13 israeliani uccisi, alcuni dei quali da “fuoco amico”.

(Fonti: Maan News, Palestine.info)

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