L’Autorità per l’Energia propone di collegare Gaza all’Egitto nell’ambito della riconciliazione

Gaza – InfoPal. L’Autorità per l’Ambiente e l’Energia di Gaza ha proposto di includere tra i file della riconciliazione nazionale la possibilità di collegare la Striscia di Gaza al sistema di distribuzione energetico egiziano.

La Striscia di Gaza soffre di mancanza di combustibile, l’assedio isrealiano non permette l’introduzione di carburante, né dà la possibilità di eseguire la manutenzione all’unica centrale elettrica di Gaza.

La proposta intende raggirare il disagio, aggravato dalla scarsa intesa in materia con il governo di Ramallah.
Ancora una volta, le responsabilità vengono fatte ricadere su occupazione israeliana e assedio da un lato, immobilismo dell’Autorità palestinese (Anp) dall’altro.

Nella Striscia di Gaza l’elettricità viene tagliata anche per otto ore consecutive al giorno.

A Gaza esiste oggi una disponibilità di energia elettrica di 217 mW, ma con le temperature rigide d’inverno la popolazione utilizza stufette elettriche che portano il consumo a 350 mW, facendo registrare un deficit del 35%.

La proposta che proviene dall’Autorità per l’Energia di Gaza non è nuova: già nel 2008, la Islamic Development Bank saudita aveva progettato un piano per il suo collegamento con l’Egitto, incontrando allora il rifiuto dell’Anp a siglare l’accordo.

“Avallare questo progetto non si traduce necessariamente in un atto strettamente politico, ma è semmai un gesto verso la popolazione civile di Gaza”, affermano dall’Autorità per l’Energia, costretta a chiedere ai cittadini di Gaza di razionalizzare il consumo di energia elettrica.

Restano i tunnel, unico canale di collegamento con il resto del mondo, anche per l’introduzione di combustibile destinato al settore energetico.

(Nella foto: sessione parlamentare a Gaza a lume di candela. Gennaio 2008).

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