L’ONU prevede un grave crollo dell’economia palestinese

Palestina occupata-MEMO. La Conferenza delle Nazioni Uniti sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) il 10 settembre ha sottolineato il pericolo di un grave crollo dell’economia palestinese a causa delle devastanti misure dell’occupazione israeliana.

In un suo rapporto, l’UNCTAD sostiene che il livello dell’economia palestinese e delle condizioni umanitarie ha raggiunto i minimi storici nel 2018 e all’inizio del 2019:

“Il tasso di disoccupazione, tipico di una depressione economica, ha continuato a salire nei Territori palestinesi occupati, raggiungendo il 31% nel 2018; il 52% a Gaza e il 18% in Cisgiordania”.

Ribadisce inoltre che “i salari effettivi e la produttività del lavoro stanno declinando. Nel 2017, il salario effettivo e la produttività di un lavoratore erano del 7 e 9% inferiori rispettivamente ai loro livelli nel 1995”.

Crolla il reddito pro capite, aumenta la disoccupazione di massa, si aggrava la povertà, e aumenta l’impatto dell’occupazione sull’ambiente sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania.

A causa delle misure di occupazioni israeliane “l’economia di Gaza si è ridotta del 7% e la povertà si è intensificata, sono praticamente scomparsi gli investimenti, con un mero 3% del prodotto interno lordo, di cui l’88% destinati alla ricostruzione delle strutture distrutte durante le numerose ingenti operazioni militari degli ultimi 10 anni”.

Il rallentamento dell’economia in Cisgiordania, sostiene l’UNCTAD “si spiega con la diminuzione delle donazioni, la riduzione del settore pubblico e il deterioramento della sicurezza ambientale, che scoraggia le attività del settore privato.

“La quota complessiva di produzione in valore totale è passata dal 20 all’11% del prodotto interno lordo tra il 1994 e 2018, mentre la quota di agricoltura e pesca è declinata da più del 12% a meno del 3%.

“Al popolo palestinese si nega il diritto di sfruttare il petrolio e le risorse di gas naturale ed è quindi privato di un reddito di miliardi di dollari”.

L’UNCTAD infine dichiara: “La comunità internazionale dovrebbe aiutare il popolo palestinese a ottenere garanzie sul petrolio e sul gas nei Territori palestinesi occupati e a godere della legittima condivisione delle risorse naturali possedute collettivamente da molti stati vicini nella regione”.

Contemporaneamente, l’organizzazione afferma: “Nel marzo 2019, il governo di Israele ha iniziato a sottrarre 11.5 milioni di dollari mensili dall’introito fiscale palestinese… Questo disastro fiscale è aggravato dalla diminuzione del sostegno rappresentato dalle donazioni”.

(Nella foto: funzionari pubblici ritirano denaro dopo che il governo palestinese ha ridotto il loro salario il 1° giugno 2017. Ali Jadallah/Anadolu Agency).

Traduzione per InfoPal di Cristina Spinocri

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