Netanyahu e lo stato razzista teocratico israeliano

MEMO. Il primo ministro israeliano ha ribadito martedì che Israele è uno stato ebraico per il popolo ebraico, secondo quanto hanno riportato i media israeliani. I cosiddetti “Arabi Israeliani”, ha insistito Benjamin Netanyahu, non hanno bisogno di un altro stato.

“I cittadini arabi [in Israele] hanno 22 stati nazionali intorno a loro e non hanno bisogno di un altro”, ha replicato in risposta a una domanda sulla controversa legge ebraica sulla Nazione-Stato. “Definiamo Israele uno stato ebraico e democratico, lo stato nazionale del popolo ebraico. Tutti i cittadini israeliani godono di ‘uguali diritti'”.

In Israele la legislazione e le politiche statali in atto suggeriscono il contrario. I cittadini palestinesi si lamentano amaramente su ciò che ritengono rappresenti una discriminazione, ufficiale e non ufficiale,  radicata all’interno di Israele.

Netanyahu ha affermato che la controversa legislazione non riguarda i diritti dell’individuo, poiché sono previsti diritti uguali per tutti. “La legge riguarda soltanto questioni fondamentali inerenti ai diritti del popolo ebraico, alla bandiera blu e bianca, e all’Hatikva [inno nazionale] e così via”.

Queste osservazioni sono state rilasciate due giorni dopo la sua risposta alla celebrità israeliana Rotem Sela, che ha twittato: “Quand’è che qualcuno in questo governo dirà finalmente al pubblico che Israele è un paese che appartiene a tutti i suoi cittadini?”

La risposta del primo ministro è stata: “Israele non è uno stato di tutti i cittadini. Secondo la legge sulla nazionalità di base da noi approvata, Israele è lo stato nazione solo del popolo ebraico”.

Traduzione per InfoPal di Laura Pennisi

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