ONU: le colonie israeliane sono un ostacolo alla pace


21 aprile 2009. Le Nazioni Unite hanno descritto le attività di colonizzazione israeliane come la ragione principale dello stallo del processo di pace israelo-palestinese.

L'affermazione è di Lynn Pascoe, sotto-segretario generale ONU per gli Affari politici, che lunedì 20 ha segnalato come il rifiuto di Tel Aviv a fermare l’espansione delle colonie ebraiche in Cisgiordania rappresenti un notevole ostacolo alla creazione di uno stato palestinese – proposta dal Quartetto per il Medio Oriente per porre fine al conflitto “israelo-palestinese”.

“Come abbiamo ripetuto più volte – ha affermato Pascoe durante la riunione mensile sulla questione del conflitto – , l’attività di colonizzazione è contraria alla condizione-base della soluzione dei due stati, e quindi va congelata”.

Il funzionario ONU ha anche criticato Israele per la costruzione del Muro all’interno della Cisgiordania occupata, denunciando come esso stia impedendo il normale corso della vita economica e sociale nell'area.

Il neo-eletto primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu – che si oppone al dialogo di pace – ha invece fatto più volte voto di estendere l’area occupata dalle colonie.

Si tratta della regione che Israele occupò al termine della guerra arabo-israeliana del 1967: lo stato sionista viola quindi la Quarta Convenzione di Ginevra, che stabilisce che alla potenza occupante non è permesso trasferire cittadini dal proprio territorio a quello invaso.

Anche lo stesso segretario generale ONU, Ban Ki-Moon, ha definito il progetto israeliano “illegale”.

Pascoe, ex-ambasciatore USA in Indonesia, ha inoltre criticato Tel Aviv per non aver ancora sollevato l’assedio ai danni del milione e mezzo di persone che vivono a Gaza, che intralcia seriamente gli sforzi di ricostruzione nella Striscia dopo le devastanti tre settimane di offensiva israeliana.

L’embargo, che impedisce anche ai vitali aiuti umanitari di entrare in territorio palestinese, ha innescato fin dal giugno 2007 un costante peggioramento delle condizioni sanitarie nella regione.


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http://www.presstv.ir/detail.aspx?id=92071&sectionid=351020202

 

 

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